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CHI E' ROBERTO GENTILE

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L'EDITORIALE DI...

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T.O. DEL MESE

BOTTA & RISPOSTA

IPSE DIXIT

rebula silvioSilvio Rebula, triestino classe 1962, product manager di grande esperienza, con trascorsi in UTAT Viaggi, Ventaglio/Caleidoscopio e Rallo Travel, racconta la sua esperienza alla ITB di Berlino.

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Iniziamo col dire che l’area Italia divisa tra stand Enit globale (con Regioni come Lombardia, Marche, Lazio etc) e le singole Regioni (Veneto, Trentino, Puglia, Sudtirol…) con stand propri, non è proprio l’immagine Italia che dovremmo dare. Lo stand Enit è un tentativo, ormai vecchio, di produrre un “feeling” Italia nelle fiere. Classico colore bianco, tavolini tondi di vetro (50 o 60 cm di diametro, dove non appoggi nemmeno i biglietti da visita, senza un cavaliere standard per permettere di riconoscerti e poi, ciliegina sulla torta, questa idea di bandiera nazionale che per errore diventa quella dell’Ungheria, ovvero rovesciata. In una fiera in Germania, poi, poster tradotti a metà (“inbici”, “sapore” e “natura” sono parole conosciute dai tedeschi?) e il claim “inLombardia” che mi piace si ma poi devi spiegare, sempre ai tedeschi, che si tratta di Lombardei… Dai tavolini passiamo ai “desk” fronte corridoio dove cataloghi, brochures e libercoli sfidano le geometrie e forme più improbabili e sembra di giocare a dama o scacchi con gli altri espositori a chi conquista maggiori spazi. Ma parliamo di “food”, eccellenza italica nota worldwide. Ti pare che nel giorno della visita del Ministro Franceschini si possano presentare piatti scadenti? Si parla tanto di tematismi, poi le qualità vengono annullate da del formaggio dal colore imbarazzante e da un servizio bar che non ci rappresenta molto. Basterebbe fare un giro per l’ITB per “rubare” anche dai tedeschi, che i loro “laender” li presentano con stand diversi uno dall’altro, ma tutti con brochure tematiche ed esperienziali e che fanno show cooking che noi nemmeno ce lo immaginiamo. Per il resto ITB rimane una grande fiera di riferimento dove ad esempio quest’anno si è fatta vedere molto bene la Slovenia che ha offerto free Wi-Fi a tutti e per questo rimarrà nelle menti di chi doveva essere connesso, in pratica tutti….Ha puntato sulla sostenibilità e sul cuore verde del suo territorio. Il 60% del suo territorio è stato dichiarato riserva naturale e l’accesso all’acqua da bere è stata inserita nella loro Costituzione come un diritto basilare. Ti immagini che “loop” perfetto? Turismo sostenibile, inquinamento e via lattea invisibile a molti, cuore verde d’Europa ed in più di “regalo” il Wi-Fi….this is a strike!!! Mai visto un planning del genere fatto dall’Enit o Italia ad una fiera, anzi noi abbiamo ancora in giro il logo Expo 2015… Parlando di crociere l’America Latina ha spinto molto su Galapagos ed Amazzonia, non certo crociere da rivaleggiare con le più note da noi Costa ed MSC però si sono fatte sentire e prima o poi cattureranno anche l’attenzione di una nicchia del nostro mercato. E’ stata presentata una ricerca fatta su 9 paesi e 6000 persone che al 97% ha data come risposta il fatto che la sicurezza è un fattore rilevante nella decisione finale della destinazione. Qui l’Italia potrebbe giocare un suo ruolo di qualità visto che ad oggi e speriamo in futuro non abbiamo ancora avuto a che fare con la mappa del terrore che ci circonda in molti Paesi europei. Il Turismo Medicale ha fatto qui la sua prima apparizione, c’era una piattaforma per info su questo argomento ed anche hotels e Paesi hanno presentato le loro qualità in questo settore. L’Italia che su Roma già gioca in questo segmento (Roma) non c’era, peccato. Argomenti chiave sono stati anche Eco-turismo, Adventure Travel e Ciclo-turismo. Ma si è parlato anche di Astro-turismo (legato all’inquinamento globale) informando che il 60% degli europei e l’80% degli americani non sono più in grado di vedere la via lattea. Ti immagini che valore puntare su questo tema per le nostre Alpi e montagne in estate, che invece stanno perdendo terreno anno dopo anno come destinazione turistica? Veramente apprezzati molti dei workshop che ti fanno capire dove sta veramente il turismo e dove stiamo noi.

Alcuni titoli:

- Change begins in the head – instigation to think outside the box (servirebbe a molti in Italia)

- Travel in times of global political uncertainty

- The Millennial dominated USD 140 Billion HALAL Tourism Market (e l’Italia non è pronta)

- Take me there – virtual reality and customer experience

- Tell me more – emotional storytelling and content marketing in the tourism industry

- How to reach and address Millennials?

- Snapchat & Instagram stories: the power war of live updates

Ci saranno stati più di 80 temi ed eventi in tre giorni. Pazzesco. Un mare magnum dove pescare informazioni, suggerimenti, proposte...

Mi resta l’amaro in bocca che in un Paese come il nostro non ci sia più una fiera capace di tanto con il vantaggio del Bel Paese, del cibo migliore del mondo e con una filosofia di vita che tutti vogliono visitare. Potremmo competere con ITB e WTM, partecipiamo in tanti ma non “rubiamo” mai abbastanza…e si che ci considerano dei “ladri”...