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CHI E' ROBERTO GENTILE

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L'EDITORIALE DI...

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T.O. DEL MESE

BOTTA & RISPOSTA

IPSE DIXIT

pagliara robertonicolaus logoDici Mare Italia e pensi Nicolaus, perché il t.o. dei fratelli Pagliara è ormai uno dei massimi player a riguardo. Ecco cosa l’a.d. Roberto Pagliara pensa di questa estate italiana. “Vero, è un’estate speciale, segnata dalla mancata occupazione di centinaia di migliaia di letti in Tunisia, Egitto e Turchia: ovvio che il mercato si sia riversato sull’Italia. Nonostante questo, però, ad agosto non si registra ancora il “vero” tutto esaurito e ci sono camere da vendere. Certo, la Puglia (dove la domanda è superiore all’offerta), la Sardegna e la Sicilia orientale hanno riempimenti molto alti, superiori al 90%, ma così non è in Sicilia occidentale e in Calabria, dove peraltro ci sono strutture con molti letti. I prezzi? Alti in Italia, ma in Spagna non sono da meno e anche in Croazia, al contrario di quanto molti pensano, non sono più bassi come una volta. E la Grecia, storicamente una destinazione tra le più convenienti, costa sempre più, a causa del costante incremento delle imposte e del crescente costo del lavoro. È la domanda che fa l’offerta: finché ci saranno mercati esteri disposti a pagare, spesso in anticipo, cifre importanti, i prezzi del “Mediterraneo classico” non si abbasseranno. A proposito dei modelli di gestione dei nostri villaggi, ne abbiamo tre e non intendiamo cambiare: primo, la commercializzazione in esclusiva, grazie all’acquisizione della totalità (o quasi) delle camere di una struttura alberghiera, che ci consente di “realizzare” il nostro prodotto e di garantire i nostri standard, d’intesa con la società di gestione o con la proprietà alberghiera. Secondo, gestione e commercializzazione della struttura, tramite società del Gruppo, grazie alle quali possiamo controllare meglio il prodotto finale e quindi rispettare in toto il format Nicolaus Club. Infine, in casi particolari, alla gestione e commercializzazione affianchiamo la proprietà delle mura: investimento complesso, in termini di risorse allocate, ma ormai imprescindibile. Il mix delle tre formule è previsto dal piano industriale: 50 Nicolaus Club di cui almeno cinque di proprietà e cinque gestioni, entro la fine del 2019".

 

filippetti nardoeden travel group logoNardo Filippetti, patron di Eden Viaggi e presidente Astoi, rilascia una bella intervista al TTG e dice la sua sui recenti acquisti di Hotelplan e Turisanda.

TTG: Continua a credere nel rilancio di Hotelplan? Filippetti: Ci credo tantissimo e sono pronto a investire ancora. A settembre partiremo con un progetto che metterà a disposizione delle agenzie anche un nuovo portale. TTG: Prevedete di cambiare il target di riferimento? Filippetti: Hotelplan si deve posizionare nella parte alta di mercato, la fascia di sua competenza. Deve riprendersi la dignità che merita con un grande ruolo nel mercato del lusso. Quest’anno abbiamo ottimizzato l’offerta tenendo sui prezzi. Abbiamo fatto tutto questo senza tagli di personale e cercando di dare visibilità e forza anche a Turisanda. TTG: Turisanda è un’altra scommessa? Filippetti: Vedrà che può darci ancora soddisfazioni. Nel 2017 contiamo di arrivare a una cifra d’affari di 15 milioni di euro.

Tre deduzioni: l’atterraggio di HP e Turisanda sul pianeta Eden è stato meno morbido del previsto; Hoteplan farà fatica a recuperare le posizioni di una volta sul target alto-spendente; Turisanda è ormai un t.o. di nicchia: vale veramente la pena spingerlo, anche a detrimento di prodotti e destinazioni già in portafoglio Eden?

 

stephen kaufer“Era il 2000, io e mia moglie Caroline stavamo progettando una vacanza in Messico, così mi sono messo a cercare informazioni on line su un hotel che ci sembrava particolarmente attraente. Avevo trovato migliaia di siti, che mostravano tutti la stessa magnifica foto e la medesima idilliaca descrizione. ‘Come posso farmi un’idea di quel che troverò davvero?’ mi chiedevo. Allora, sfruttando le mie competenze informatiche, ho affinato la ricerca e finalmente ho trovato la descrizione di prima mano di una coppia che era stata nello stesso hotel che ci piaceva: le loro foto mostravano sedie a sdraio arrugginite e una spiaggia molto diversa da come c’era stata descritta. L’avevamo scampata bella. Successivamente Caroline mi suggerì di creare un sito che aiutasse viaggiatori in situazioni simili: ‘Fai solo in modo che sia facile da usare e riporti informazioni corrette’. Così nacque TripAdvisor. Purtroppo Caroline non è vissuta abbastanza a lungo da vedere quanto siamo cresciuti: nel 2005, a 42 anni, un cancro neuroendocrino al pancreas l’ha portata via, a me e ai nostri quattro bambini piccoli. No, non è stato facile crescerli da solo. Poi, nel 2012, ho sposato una donna meravigliosa, anche lei mamma di 4 bambini: oggi, con 8 figli, un cane e una tartaruga, siamo una famiglia felice. Ho fondato lo “Stephen and Caroline Kaufer Fund for Neuroendocrine Research“ perché vogliamo aiutare la ricerca medica in questo campo”. Questa è la storia personale di Stephen Kaufer, 54 anni, laurea in computer science ad Harvard, CEO & co-founder di TripAdvisor, come l’ha raccontata al New York Times. TripAdvisor nacque nel 2000 con quattro persone e 4 milioni di dollari d’investimento iniziale. Oggi la sua quotazione al Nasdaq vale 12 miliardi di dollari, è presente in 48 mercati e parla in 28 lingue, come descrive il bell’articolo del Corriere della Sera. Certo, la polemica sulle recensioni taroccate non rende merito alla memoria di Caroline. Ma la storia di Stephen Kaufer è unica.

 

lucarelli selvaggiail bardo“Alcuni familiari delle vittime dell’attacco al Museo del Bardo, verificatosi il 18 marzo 2015, hanno chiesto un risarcimento milionario a Costa Crociere per aver previsto una tappa in Tunisia, nonostante l’attentato fosse ‘prevedibile’. Gli avvocati hanno raccolto, sostengono, prove schiaccianti che inchiodano Costa Crociere, che conosceva il rischio e non ne ha tenuto conto: lo dimostrano filmati che giravano su internet contenenti minacce dell’Isis alla Tunisia”. Inizia così il pezzo della opinionista e conduttrice televisiva Selvaggia Lucarelli sul Fatto Quotidiano del 19 marzo 2017. Che prosegue in maniera non ortodossa, ovvero prendendo le difese di Costa Crociere, non prima di aver dichiarato rispetto per il dolore dei familiari delle vittime. “L’Isis confeziona video di minaccia nei confronti di una quantità di Paesi e addirittura continenti: solo nel 2016, Europa, America, Russia, Italia, Francia, Israele, Belgio, il Vaticano, Roma, Berlino, Londra, oltre ai soliti noti. Se Costa Crociere dovesse decidere le sue tappe in base ai video dell’Isis, probabilmente farebbe scalo a Malta, sull’isola di Montecristo e poi getterebbe l’ancora in mare aperto, per un bagno nel Mediterraneo. Luoghi sicuri, al momento, non ne esistono”. Conclude Lucarelli: “Chiunque viaggi ha il dovere di conoscere la situazione del Paese in cui va e deve valutare i rischi con razionalità e consapevolezza. Non è colpa di un’agenzia di viaggi se ci propone l’Egitto e noi ci andiamo, senza sapere che è un Paese a rischio come tanti altri”. Clicca qui per leggere l’articolo per esteso, raro esempio di non allineamento alla vulgata buonista che vuole Costa Crociere (e le agenzie, e i t.o.) sempre cattivi, e i turisti buoni.

 

preatoni ernesto“In Egitto non si corrono rischi?” chiede il giornalista de Il Messaggero. “Zero. Ce n’è come dappertutto. Dobbiamo abituarci a convivere con il pericolo, rischiamo la vita da quando siamo nati” risponde col solito piglio Ernesto Preatoni. Quello che “ha inventato Sharm El Sheikh” e che - da Miami dove si trovava - non pare tanto impressionato dai 3 turisti feriti a Hurghada l’8 gennaio, ennesimo colpo a una destinazione ormai tagliata fuori dalle rotte dei t.o. italiani. “L’ultima volta che è stato in Egitto che clima ha trovato?” sonda il giornalista. “Assoluta pace e tranquillità” replica Preatoni. “Tre feriti, stavolta...” insiste l’altro. “Un incidente a Bisceglie non va in prima pagina. Quando abbiamo un pregiudizio, siamo felici quando troviamo qualcosa che lo conferma. Il pregiudizio verso l’Egitto è inculcato nei nostri cervelli attraverso i media, e quello che avviene laggiù soddisfa i cervelli delle persone” conclude il sociologo Preatoni. Queste e altre perle nell’intervista del 10.1.2016 su Il Messaggero.