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CHI E' ROBERTO GENTILE

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L'EDITORIALE DI...

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T.O. DEL MESE

BOTTA & RISPOSTA

IPSE DIXIT

vanzina fratellli qsapore di mare1983 locaI fratelli Vanzina hanno raccontato le vacanze degli italiani con “Sapore di mare”, film cult del 1983. “Quelle vacanze lì non esistono più” dichiara lo sceneggiatore Enrico in una bella intervista a La Nazione, tracciando un ritratto impietoso di come si va in vacanza al giorno d’oggi. Alla domanda “I ragazzi di oggi cosa cercano?” risponde “Oggi i diciottenni fanno i debiti per andare a Ibiza e tuffarsi in discoteca, breakfast a mezzanotte, discoteca alle 4 fino alle 10 del mattino, poi tutti a dormire fino alla sera, quando si svegliano e il gioco ricomincia”. “E i trentenni?” incalza l’intervistatore. “Sono forzati dei villaggi vacanze: sette giorni di cui due di viaggio, lui con la bandana e i tatuaggi, i pupi sbattuti al miniclub, lei fare aquagym, lui a provarci con l’animatrice, l’aperitivo in spiaggia, l’applauso al sole, la sera tutti al teatro a ballare il movimento sexy. Una versione light del campo di concentramento”. ”Va meglio con quelli più grandi?” sospira l’intervistatore. “No: ci sono i vecchi che fanno i finti giovani, le donne tutte rifatte con look zingareschi e gli stivali... è tutto ridicolo”. Ma uno spiraglio di luce c’è, nonostante tutto: “Ci sono famiglie che portano i bambini al Louvre, o alla Tate Gallery. E magari quei bambini se le ricordano per tutta la vita, quelle vacanze".

 

birondi ezio2018“Quando sono arrivato in Settemari, a Torino, ci siamo guardati in faccia e abbiamo capito che era necessario svoltare. Abbiamo promesso alla distribuzione di fare un percorso insieme, come unico canale di vendita, e il catalogo Estate 2018 ne è la prova: è bello da sfogliare, può stare sul divano di casa e non ha 15 cm. di sottotabella. Ma soprattutto contiene il prezzo finito, senza sorprese. Quando compri un paio di scarpe, non è che le stringhe te le fanno pagare a parte. Non ci saranno adeguamenti valutari o di carburante, perché sono cose difficili da spiegare a chi compra un viaggio e non possiamo chiedere alle agenzie di fare da esattore. Un prezzo fisso, di mercato, non di catalogo, senza contingenti, anche per i child. Sono stanco di sentire il solito ritornello ‘bisogna riportare il cliente in agenzia’: è più importante che quelli che entrano ne escano soddisfatti, punto. Tutti questi tecnicismi allontanano il cliente e si rischia di fare la fine degli indiani confinati nelle riserve. Coi prezzi che abbiamo calcolato e senza ‘ritocchini’, siamo condannati a vendere il 100%: tutto, fino all’ultima camera. Il nostro sales è il manager della sua zona, deve fare business. Deve portare a casa risultati. Non possiamo perdere tempo, né lui né noi”. Vedere Ezio Birondi come a.d. Settemari fa effetto, soprattutto in occasione della prima conferenza stampa - alla quale l’autore di queste note abbia mai assistito - nella quale NON viene distribuito un comunicato stampa (Milano, 26 febbraio 2018). Verba manent, scripta volant, avrà pensato Birondi. I numeri non volant, visto che sembrano dargli ragione.

 

filippetti nardoeden travel group logoNardo Filippetti, patron di Eden Viaggi e presidente Astoi, rilascia una bella intervista al TTG e dice la sua sui recenti acquisti di Hotelplan e Turisanda.

TTG: Continua a credere nel rilancio di Hotelplan? Filippetti: Ci credo tantissimo e sono pronto a investire ancora. A settembre partiremo con un progetto che metterà a disposizione delle agenzie anche un nuovo portale. TTG: Prevedete di cambiare il target di riferimento? Filippetti: Hotelplan si deve posizionare nella parte alta di mercato, la fascia di sua competenza. Deve riprendersi la dignità che merita con un grande ruolo nel mercato del lusso. Quest’anno abbiamo ottimizzato l’offerta tenendo sui prezzi. Abbiamo fatto tutto questo senza tagli di personale e cercando di dare visibilità e forza anche a Turisanda. TTG: Turisanda è un’altra scommessa? Filippetti: Vedrà che può darci ancora soddisfazioni. Nel 2017 contiamo di arrivare a una cifra d’affari di 15 milioni di euro.

Tre deduzioni: l’atterraggio di HP e Turisanda sul pianeta Eden è stato meno morbido del previsto; Hoteplan farà fatica a recuperare le posizioni di una volta sul target alto-spendente; Turisanda è ormai un t.o. di nicchia: vale veramente la pena spingerlo, anche a detrimento di prodotti e destinazioni già in portafoglio Eden?

 

debellini graziano“Nel 1977 inizio a gestire, con alcuni amici, un piccolo rifugio sull’Adamello: da questa esperienza nasce il primo nucleo di quella che sarebbe poi diventata Tivigest, che quindi è indissolubilmente legata alla montagna, dove continueremo a investire. Perché il turismo invernale è tornato a crescere, lo si capisce da quanto la montagna è presente negli spot pubblicitari e dalla crescita di aziende di abbigliamento tecnico. Ormai sono quarant’anni che mi occupo di turismo, ma nel 2011 mi sono appassionato a un comparto lontano dal nostro, quello delle energie rinnovabili, contribuendo alla crescita di Sorgent.e Holding. Ho imparato che senza capitali non si va da nessuna parte, per crescere non si può agire solo sui costi. Ho trovato in Cassa depositi e prestiti, ISA Istituto Atesino di Sviluppo SpA e Antirion SGR i partner che cercavo: la “nuova” TH Resorts è nata grazie a loro. Ho capito anche che prodotto e liquidità non bastano, serve professionalità e in Italia abbiamo un problema di manager, basti vedere quanto è difficile trovare un CEO all’altezza, in ambito alberghiero-leisure. L’esempio di Valtur è eclatante: hanno scelto manager senz’altro capaci, ma non nel loro tipo di prodotto alberghiero leisure. È un peccato che sia finita così, perché servirebbero quattro o cinque concorrenti forti in Italia, per dare vita a un vero consolidamento del mercato”. È un Graziano Dibellini a 360 gradi, quello che accoglie la stampa al Planibel di La Thuile, il 24 febbraio 2018, accompagnato dal top management (Giorgio Palmucci e Stefano Simei), dall’a.d. di TH Resorts Gaetano Casertano di Cdp e dagli asset manager di Antirion Sgr. “Servire è il cuore dell’accoglienza” conclude, e “servire”, in questi tempi individualisti e auto-referenziali, è un verbo che scalda il cuore. L’ottima intervista di Giorgio Maggi, de l’agenzia di viaggi, si può leggere qui.

 

pagliara robertonicolaus logoDici Mare Italia e pensi Nicolaus, perché il t.o. dei fratelli Pagliara è ormai uno dei massimi player a riguardo. Ecco cosa l’a.d. Roberto Pagliara pensa di questa estate italiana. “Vero, è un’estate speciale, segnata dalla mancata occupazione di centinaia di migliaia di letti in Tunisia, Egitto e Turchia: ovvio che il mercato si sia riversato sull’Italia. Nonostante questo, però, ad agosto non si registra ancora il “vero” tutto esaurito e ci sono camere da vendere. Certo, la Puglia (dove la domanda è superiore all’offerta), la Sardegna e la Sicilia orientale hanno riempimenti molto alti, superiori al 90%, ma così non è in Sicilia occidentale e in Calabria, dove peraltro ci sono strutture con molti letti. I prezzi? Alti in Italia, ma in Spagna non sono da meno e anche in Croazia, al contrario di quanto molti pensano, non sono più bassi come una volta. E la Grecia, storicamente una destinazione tra le più convenienti, costa sempre più, a causa del costante incremento delle imposte e del crescente costo del lavoro. È la domanda che fa l’offerta: finché ci saranno mercati esteri disposti a pagare, spesso in anticipo, cifre importanti, i prezzi del “Mediterraneo classico” non si abbasseranno. A proposito dei modelli di gestione dei nostri villaggi, ne abbiamo tre e non intendiamo cambiare: primo, la commercializzazione in esclusiva, grazie all’acquisizione della totalità (o quasi) delle camere di una struttura alberghiera, che ci consente di “realizzare” il nostro prodotto e di garantire i nostri standard, d’intesa con la società di gestione o con la proprietà alberghiera. Secondo, gestione e commercializzazione della struttura, tramite società del Gruppo, grazie alle quali possiamo controllare meglio il prodotto finale e quindi rispettare in toto il format Nicolaus Club. Infine, in casi particolari, alla gestione e commercializzazione affianchiamo la proprietà delle mura: investimento complesso, in termini di risorse allocate, ma ormai imprescindibile. Il mix delle tre formule è previsto dal piano industriale: 50 Nicolaus Club di cui almeno cinque di proprietà e cinque gestioni, entro la fine del 2019".