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CHI E' ROBERTO GENTILE

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L'EDITORIALE DI...

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T.O. DEL MESE

BOTTA & RISPOSTA

IPSE DIXIT

diana massimoota viaggi logoA breve festeggerà 30 anni di attività ed è un operatore ormai consolidato, eppure di OTA Viaggi conosciamo a malapena il nome dei titolari e pochi sanno che faccia abbiano i fratelli Mario e Domenico Aprea. Perché la politica del t.o. romano è sempre stata molto under-statement: fatti, non parole (o immagini). Fatti che ci facciamo raccontare da Massimo Diana, direttore commerciale di OTA Viaggi, dove è approdato nel 2002, e front-man del gruppo. “L’estate 2016 è stata unica. Le premesse c’erano tutte, ma così non ce lo aspettavamo. Nelle nostre quattro strutture in esclusiva in Sardegna e nei Club Esse della nostra società-sorella il riempimento medio è stato del 101,4%. Cose da non dormirci la notte. Anche perché una stagione così lunga non l’abbiamo mai avuta: abbiamo riempito anche a settembre, quando solo un anno fa avremmo mandato il personale a casa. Come star dietro a tutto questo? Semplice, mettiamo il cliente al primo posto. Sempre. Non è uno slogan, perché abbiamo educato le nostre strutture a curare ogni dettaglio. Un agente di viaggi ci segnala che a un cliente mancano le grucce nell’armadio o il gancio per gli asciugamani, in bagno? Ci pensiamo noi ad avvisare la direzione dell’hotel e ovviamente a verificare che l’intervento abbia immediato seguito. Perché, per OTA Viaggi, il ruolo del tour operator è anche questo: supportare gli hotel affinché migliorino. E se i servizi migliorano, l’hotel ci guadagna, il cliente è contento, l’agenzia ci ringrazia e parte un circolo virtuoso. Così, senza contare su un marchio di grande appeal e senza investire sul consumatore finale, siamo diventati la prima o la seconda scelta delle agenzie, soprattutto al centro-sud, che vendono il Mare Italia. Non possediamo immobili e non facciamo gli albergatori, ma sappiamo bene cosa vuole il cliente, quanto è disposto a spendere e quale sia il prodotto adatto a lui. Ecco, potremmo definirci dei “facilitatori”, perché siamo bravi a incrociare la domanda e l’offerta, questo sì. Anche straniera, certo. Chi ne può fare a meno? A giugno o a settembre non avremmo quei riempimenti senza tedeschi o francesi. A condizione, però, di non sbracare sul prezzo e di mantenere gli standard alberghieri a livello della clientela italiana di agosto, che è la più esigente. Se ci fa paura lo sbarco di t.o. tedeschi o britannici ai nostri villaggi? Ovviamente: TUI e Thomas Cook sono colossi che si muovono soldi alla mano e un anno prima, e sanno che devono sostituire Turchia e nord Africa anche con la Sardegna e il sud Italia. Ma noi abbiamo fatto un discorso chiaro ai nostri albergatori: ‘Occhio, quelli vengono, poi vanno. Nel 2017 vi riempiono le camere, nel 2018 riaprono Antalya, Sharm e Djerba, e chi si è visto si è visto. Vi ricordate quando facevate fatica a riempire a luglio? Beh, noi c’eravamo già e vi abbiamo aiutato, ci saremo nel 2017 e pure nel 2027. Regolatevi”.