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CHI E' ROBERTO GENTILE

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L'EDITORIALE DI...

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T.O. DEL MESE

BOTTA & RISPOSTA

IPSE DIXIT

olivero-mauro.jpgsevenworlds-logo.jpgCome spesso accade, la stessa vicenda può essere letta da due visuali opposte. Quella che ha visto la fine del t.o. torinese (risale al 29 aprile 2014 la dichiarazione di fallimento di Seven Worlds SpA, a cura della Sezione Fallimentare del Tribunale di Torinoclicca qui) vede contrapposti il fondatore e titolare Mauro Olivero e le agenzie di viaggi. Dichiara Olivero: “Il fallimento di Seven Worlds rappresenta il fallimento di buona parte della mia vita professionale. In 30 anni ho gestito il mio lavoro in modo serio, professionale e rigoroso. Almeno fino a quando la situazione me lo ha permesso, poi ho dovuto cercare di arginare una falla immensa con un tappo di sughero e alla fine ho ceduto. Il fallimento di Seven Worlds è da ascrivere alla  situazione difficile del settore che, ingenuamente, pensavo si riprendesse più velocemente; all’uscita da una situazione forte e condivisa (il consorzio Quality Group, abbandonato bruscamente a fine 2011 - ndr) per ricominciare da capo, da solo; al non aver cercato da subito la collaborazione di altri colleghi e infine alle mie indubbie ingenuità gestionali”. L’8 maggio 2014 Olivero scriveva al TTG, un po’ piccato: “Tengo a precisare che non ci sono clienti abbandonati in giro per il mondo e che ho cercato di limitare al minimo le conseguenze per loro”. Le dichiarazioni di Olivero scatenano il finimondo, citiamo soltanto quanto scrive ai giornali di settore l’agenzia Med Travel di Genova: “Non abbiamo ricevuto alcuna assistenza da parte di Olivero, ma solo parole per procrastinare qualsiasi risposta. Le nostre pratiche sono andate a buon fine e i ‘nostri clienti non sono abbandonati in giro per il mondo’ (per citare le sue parole) solo grazie alla collaborazione dei dipendenti Seven Worlds che, malgrado tutto, non hanno mai fatto venir meno il loro supporto. Avendo pagato due volte i servizi a terra, siamo in attesa di poterci iscrivere all’elenco dei creditori per la presentazione della domanda di ammissione al passivo”. Il Tribunale di Torino ha rinviato al 16 ottobre 2014 l’esame dello stato passivo di Seven Worlds SpA davanti al Giudice. Solito epilogo: un t.o. che salta, i dipendenti che rimangono senza stipendio, le agenzie e i fornitori che ci rimettono. Olivero si prenda tutte le sue responsabilità.

 

casa-italia-logo.jpgSettemari investe in “Casa Italia”, programma di attività e intrattenimento previsto nei villaggi in gestione, i SettemariClub, per l’estate 2014: cucina preparata da cuochi italiani, assistenti residenti, attività sportive e corsi di fitness, iniziative per bambini e ragazzi dei club “Pirati dei Settemari” e “Seventeen”. Il progetto è stato presentato da Federico Gallo, dir. prodotto Settemari, in occasione della convention “SettemariPride”,   svoltasi a maggio 2014 a Gabicce Mare e riservata al personale che lavora a contatto col pubblico nei SettemariClub. Anche per Settemari (che ha tra i sui asset vincenti la gestione diretta dei resort Dream Lagoon, Emerald Lagoon e Blue Lagoon a Marsa Alam) vale il discorso avviato da tempo da Veratour: controllare la filiera, arricchire di valore e differenziare i propri prodotti, infine venderli in esclusiva.

 

ljuljdjuraj-franjo.jpg“Entro il 20 novembre 2013 faremo una conferenza stampa nazionale” e “Punteremo tantissimo sulla formazione dei dipendenti, sono circondato da persone piene di motivazione e passione, un aspetto che mi ha commosso”. Sono le più recenti dichiarazioni di Franjo Ljuljdjuraj, fondatore di Orovacanze e assegnatario di Valtur (31.10.2103) dopo due anni di travagliato commissariamento. Solo che risalgono al 7 novembre scorso, e da allora è calato il silenzio. Nel frattempo, i dipendenti della “nuova” Valtur si sono ridotti a poco più di 100, da oltre 200 che erano. Il direttore commerciale storico, Gabriele Rispoli, ha rassegnato le dimissioni. I tre ex commissari pretendono che Luca Patanè (titolare del Gruppo Uvet e concorrente di Ljuljdjuraj nella gara di assegnazione) ritiri improvvide dichiarazioni sulla “gara già scritta” che avrebbe rilasciato, ma lui smentisce. Sul sito di Orovacanze non si parla di Valtur, su quello di Valtur non c’è traccia di Orovacanze (anzi, c’è ancora un bel link a Valtur S.p.A. in Amministrazione Straordinaria (clicca qui). “Siamo tutti Valtur” scrivevo due anni fa. Ma Franjo Ljuljdjuraj non deve fare come Erick Tohir, che - comprata l’Inter da Moratti - non ha ancora combinato un bel nulla.

 

pellegrino-franjo.jpgTanto tuonò che piovve. L’avevamo denunciato a gennaio 2014 che il fondatore di Orovacanze e nuovo proprietario di Valtur tardava  a far sapere cosa avrebbe fatto dell’ammaccato t.o., reduce da due anni di amministrazione straordinaria. Franjo Ljuljdjuraj ha finalmente deciso: da maggio 2014 Mimmo Pellegrino è il direttore generale del Gruppo Orovacanze e quindi anche di Valtur. A lui toccherà il compito di realizzare l’ambizioso piano di rilancio del t.o. con oltre 50 anni di storia. Ecco i dati snocciolati nell’attesissima conferenza stampa milanese del 15 maggio 2014: obiettivo di fatturato da 86,3 milioni di euro per il 2014 (+12%), soprattutto grazie all’incremento delle strutture in portafoglio; dieci nuovi villaggi tra il 2016 e il 2019 (ma nessuna proprietà immobiliare, solo gestione alberghiera); raddoppio dei ricavi entro 5 anni, con un ritmo di crescita del 14 per cento annuo; incremento sensibile della clientela internazionale. Sincero l’approccio di Pellegrino: “Senza sostegno del trade non si va da nessuna parte. Conosco molto bene il valore della rete distributiva in Italia. Negli ultimi tempi c’è stato qualche cortocircuito con alcuni network, ma vogliamo risanare la situazione” come riporta il direttore del  TTG. Impresa ardua, quella del manager casertano, al quale l’autore di questa newsletter ha consigliato di fare un bel gesto scaramantico.

 

marchetti-federico.jpgYoox (e-store multi-brand di moda, design e arte) fondato nel 2003 dal bolognese Federico Marchetti e quotato sul listino principale della Borsa di Milano solo 4 anni fa, ha chiuso il 2013 col botto. Con un rialzo del 173,49% in dodici mesi, è stato il miglior titolo dell’anno, battendo colossi quali Fonsai e Mediaset. Magnifico esempio di start-up tutta italiana, a dicembre 2013 Yoox è entrata nel Ftse Mib, ovvero nel ristretto gruppo di 40 titoli a più alta capitalizzazione della Borsa italiana. Yoox sfrutta l’onda lunga della crescita dell’eCommerce in Italia, che Netcomm Politecnico di Milano certifica aver raggiunto 11 miliardi di euro, nel 2013, e nell’ambito del quale il turismo fa sempre la parte del leone (quasi 5 miliardi, il 43% del totale). Dopo il fallimento di Ventaglio, il solo t.o. quotato è i Grandi Viaggi, tutte gli altri se ne guardano bene. Si dice che Bravofly, sebbene da tempo con sede a Chiasso, potrebbe provarci. Le IPO 2013 sono andate bene, perché no?!