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CHI E' ROBERTO GENTILE

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L'EDITORIALE DI...

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T.O. DEL MESE

BOTTA & RISPOSTA

IPSE DIXIT

valtur logo qvaltur logo comboValtur è come Alitalia: quando succede qualcosa, il fiume di notizie - una volta superato il perimetro della stampa di settore - esonda e invade senza limiti tutti i media. TV, quotidiani, web: tutti hanno “coperto” l’evento e scoperchiato la pentola nella quale sobbolle quel che resta della gloriosa Valtur, nata nel 1964. Lo stato dell’arte, oggi 13 marzo 2018, è riassunto nel documentatissimo articolo di Affari & Finanza de La Repubblica, ma, per non perdersi, ecco le cinque cose dipendenti valtur 12mar qche conviene sapere di Valtur, prima che sia troppo tardi:

1) i lavoratori Valtur sono molto inc...ti e la puntuale cronaca de l’agenzia di viaggi lo testimonia; chiunque si farà carico di loro, con qualunque formula, farà fatica a mettere pace tra coloro che il 13 marzo 2018 sono scesi in strada, in via Conservatorio a Milano (vedi foto postata su Facebook da Peppe Quintale), e hanno sfilato al grido “Siamo gente Valtur”; il grido di dolore è lo stesso di quando, nel 2006, i dipendenti Valtur di allora scesero in strada, in piazza della Repubblica a Roma, per protestare (vanamente) contro il trasferimento della sede Valtur, allora proprietà della famiglia Patti, dalla Capitale a Milano;

2) chi comunica sono i sindacalisti, non la proprietà: il fiume mediatico è stato alimentato anche dai sindacati, in particolare la Filcams Cgil, che non hanno mancato di esprimere il proprio punto di vista ovviamente parziale e soggettivo, come è normale che sia; né la proprietà né i manager, certo alle prese con ben altri problemi, hanno pronunciato una parola, da un mese a questa parte;

3) quest’estate il Tanka aprirà, ma non sotto la bandiera Valtur:  ormai è ufficiale, la proprietà, ovvero l’Enpam (che lo aveva conferito ad Antirion Sgr), ha chiesto la risoluzione contrattuale del contratto di affitto del Tanka Village, che l’appena arrivato Andrea Bonomi aveva strappato all’agguerrita concorrenza meno di due anni fa; non si rinuncia a cuor leggero all’affitto di 900 camere e suite, in una delle zone più belle della richiestissima Sardegna, quindi il Tanka sarà sul mercato, ma con un’altra insegna;

4) la questione Valtur imbarazza Cassa depositi e prestiti: nel 2017 FIT Fondo Investimenti per Turismo, gestito da CDP Investimenti Sgr, ha comprato da Valtur i villaggi turistici di Marina di Ostuni (BR), Marilleva (TN) e Pila (AO), versando 43,5 milioni di euro “una strana sorte, quella dei tre resort, destinati a passare di mano più volte, nemmeno si giocasse a Monopoli” scrive icasticamente Affari & Finanza de La Repubblica; è stato Il Giornale a rivelare, lo scorso 28 febbraio, che il senatore uscente del gruppo Ala-Pri Lucio Barani ha fatto un’interrogazione al MISE Ministero dello Sviluppo Economico, al MEF Ministero dell’Economia e delle Finanze, al Ministero del Lavoro e al MiBACT a proposito dell’interesse manifestato da TH Resort nei confronti dell’acciaccata Valtur, con la seguente argomentazione “La stessa TH Resort ha in comune con Valtur l’essere destinatarie degli unici due interventi fatti nel settore turistico da parte di Cdp, pertanto ci si interroga se tali fondi pubblici non siano stati destinati da TH Resort all’acquisizione di una società, ossia Valtur, a sua volta destinatario di soldi dello Stato”; col nuovo Governo, Barani non tornerà in senato e la sua interrogazione non porterà a nulla, per il momento;

5) comunque vada, questa vicenda non fa bene al settore: “Vi spiego perché Intesa Sanpaolo, Investindustrial, Tamburi e Coop fanno bene al sistema turistico italiano” scrivevo ad aprile 2017; un anno dopo, di Investindustrial sappiamo ed è notizia di oggi che i fondi Wise Sgr e J. Hirsch, detentori del 35% di Alpitour, siano pronti a disinvestire; conclusione, una volta tanto che arrivano soldi veri nel settore, facciamo di tutto per ricacciarli indietro.

 

adly zakiL’aveva detto e l’ha mantenuto: “Tra 3 anni prenderanno loro tutta l'azienda. È qualcosa che desidero, perché voglio andare in pensione”. Era questo l’impegno preso da Georges Adly Zaki, quando, a fine 2015, aveva ceduto ad Alpitour il 49% di Swan Tour. Di anni ne son passati poco più di due, ma il Gruppo guidato da Gabriele Burgio ha esercitato i propri diritti di opzione e da marzo 2018 controlla il 100% dell’operatore romano fondato 28 anni fa. Il nuovo board di Swan Tour è presieduto dal CFO di Alpitour Stefano Bianchi e vede la nomina di Pier Ezhaya come a.d. e di Gian Maria Mazzei come responsabile tour operating. Onore delle armi all’italo-egiziano Adly Zaki, che lascia il settore del tour operating dopo trent’anni di carriera, per dedicarsi alla sua grande passione, il golf. Certo, per Swan Tour sarebbe potuta andare in modo diverso, senza la primavera araba del 2011.

 

mimandarai3 logo qscreenshot mimandarai3 qGrande presenza mediatica per Balkan Express, dovuta alle conseguenze dell’improvvisa interruzione delle operazioni su Sharm El Sheikh, lo scorso 21 dicembre. Ha iniziato Striscia la notizia su Canale 5, che il 22 gennaio 2018 ha lanciato il servizio “Balkan Express? Ahi ahi ahi” con l’inviata Chiara Squaglia che ripercorre la vicenda e cita alcuni degli inviperiti commenti lasciati dagli utenti delusi su Facebook (il video è visibile a questo link www.striscialanotizia.mediaset.it/video/balkan-express-ahi-ahi-ahi_30832.shtml). Il 7 febbraio prosegue Mi manda Raitre sulla terza rete RAI, con il conduttore Salvo Sottile che ospita in studio una cliente lasciata a terra dopo avere acquistato dei “solo volo” su Sharm (la puntata è visibile in streaming su Raiplay, cliccando qui www.raiplay.it/video/2018/01/Mi-manda-Raitre-In-difesa-degli-indifesi-c6347b61-8935-4e53-8b71-7d3d61b452d4.html: la parte dedicata a Balkan Express inizia dal minuto 28:40). Infine, il 16 febbraio il quotidiano on line Il Centro di Pescara, molto informato sulle vicende locali, riferisce - con tanto di foto delle Fiamme Gialle - del blitz nella sede di Montesilvano di Balkan Express, che ha portato al prelievo di documenti e computer che ora saranno analizzati dagli uomini del Nucleo di Polizia economica finanziaria, coordinato dal colonnello Michele Iadarola”. Il quadro che ne vien fuori è abbastanza desolante, ma coerentemente con la linea garantista che l’editore di questa newsletter ha adottato lasciamo al titolare Igor Asciutto ancora una residua chance per venirne fuori.

 

gilardi patacconicatalogo condor qCominciano a vedersi gli effetti della “cura Gilardi” sul t.o. riminese presieduto da Leonardo Patacconi, trascorsi ormai 5 mesi dall’arrivo a Rimini, come direttore generale, di Andrea Gilardi. Tre i piani sui quali il manager milanese è intervenuto: primo, l’immagine, visto che quella di Condor risentiva di tutti i suoi sessant’anni di storia. Al logo tradizionale si affianca il pay-off “La Vacanza Pop”, nel senso di “popolare”, “democratica” e dal rapporto qualità/prezzo conveniente, con l’obiettivo di allargare la base di clienti alla quale proporre un bouquet di destinazioni più ampio che in passato. Il termine “Pop” si declina nell’ambito dei tour guidati (Pop Tour, come quello sulle orme del Che Guevara a Cuba, studiato direttamente dal figlio dell'eroe argentino), oppure nei prodotti Top of the Pop (resort 5 stelle per chi cerca una vacanza più “aspirazionale”) e negli hotel denominati Pop Star (strutture note sul mercato italiano, commercializzate a prezzi di favore). Quindi, il coloratissimo (pop, appunto) catalogo estate 2018 propone cinque strutture in esclusiva, come mai accaduto prima, identificate come “Casa Condor” e collocate a Nosy Be, Zanzibar, Marsa Alam, Formentera e La Havana. Infine, avvio di una partnership biennale con la TrustForce di Gian Paolo Vairo, che mette in campo 10 sales manager attivi su tre/quarti delle province italiane e destinati a incrementare il numero di agenzie (oggi 2.300) che vendono pacchetti Condor. Come Ezio Birondi (vedi Ipse Dixit - link a Ipse Dixit in bianca) pare che alle proprietà - per far superare ai t.o. tradizionali (Condor e Settemari lo erano, eccome) la crisi che ha falcidiato la categoria - servano manager rigorosamente esterni. E under 50.

 

matteo renzi elena david fiorelloDopo settimane di rumors, è ufficiale: la CEO di Valtur resta al suo posto e Gabriele Del Torchio, ex a.d. di Alitalia ai tempi della mancata vendita ad Air France, la affiancherà nel difficile percorso di ristrutturazione. Elena David è toscana, guarda caso, come il politico più chiacchierato degli ultimi anni, Matteo Renzi. Ecco, cos’hanno in comune il 43enne di Rignano sull’Arno e la dirigente poco più âgée, nata a Prato, oltre la toscanità? Molto, ora ve lo spiego. Quando si è insediata come CEO Valtur, esattamente 15 mesi fa, Elena David è stata accolta con squilli di tromba e rullo di tamburi. Curriculum manageriale impeccabile, presidenza in associazioni di categoria, standing invidiabile, una delle poche (veramente poche, purtroppo) donne che contano nel turismo italiano. Come Matteo Renzi, il più giovane Presidente del Consiglio della storia, messo in crisi dal referendum del 2016, oggi alle prese con una faticosa campagna elettorale. Entrambi, celebrati all’inizio e poi messi via via in discussione. Renzi e la David si sono presentati come salvatori della patria. Il primo per carattere e atteggiamento, innati entrambi. La seconda perché investita del ruolo da Investindustrial, che solo pochi mesi prima aveva messo sul piatto un pacchetto di milioni per rilevare brand e debiti da Franjo Ljuljdjurai. Si sa che ai finanzieri piace guadagnare, ma spiace molto più perdere, quindi la mission (impossible?) affidata alla David da Andrea Bonomi era chiara: rimettere in piedi la baracca, e non perdere soldi più del necessario. Renzi e la David si portano la propria squadra. Non mi soffermo sul giglio magico, la questione è nota. Arrivata a Milano, la David trova già gli iberici Jordi de Las Moras e Guillermo Ruitort, ma colloca subito il fedele Daniele Giovenali alla direzione operativa. Seguono altri inserimenti, come il giovane senese Jacopo Monaci alla direzione risorse umane, ma ci sta: è la squadra che conta e ogni CEO se la disegna a propria misura. David si è guardata bene dal replicare la rottamazione propugnata (all’inizio) dall’ex sindaco di Firenze, ma possiamo dire - senza tema di smentita - che la vecchia guardia Valtur (e non solo quella...) è stata messa un po’ da parte. Renzi e la David hanno difficoltà con la base. Quella elettorale di Renzi, i “duri e puri” che non si sono sentiti rappresentati da un giovane che non parla la loro lingua e non ha la loro storia. Quella agenziale per la David, e non per colpa sua: le intricate vicende Valtur (famiglia Patti prima, commissari poi, Franjo alla fine) hanno messo sul chi va là le agenzie di viaggi, che per decenni sono state le più fedeli alleate e venditrici dei villaggi con la “V”, soprattutto quando la sede era ancora a Roma. Vent’anni fa, se dicevi “villaggio”, a Roma, Napoli e Bari c’era una sola risposta: Valtur! Ecco, la David questo rapporto con la base non l’ha avviato, oppure non ha fatto in tempo. Avete mai visto un suo selfie con - mettiamo - Matteo di Rossoclub Viaggi e Vacanze di Taranto? Io no. Se Fiorello, che in Valtur c’è nato, fosse stato nominato CEO, a Matteo (di Rossoclub, eh) il telefonino per fare il selfie gliel’avrebbe regalato lui. E poi l’avrebbe portato a Sanremo.