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CHI E' ROBERTO GENTILE

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L'EDITORIALE DI...

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T.O. DEL MESE

BOTTA & RISPOSTA

IPSE DIXIT

silvio-rebula.jpgsimone-cassanmagnago.jpgC.A.S.T. Consorzio Aziende Servizi Turistici è un gruppo turistico integrato verticalmente (alberghiero > tour operating > agenzie di viaggi) e orizzontalmente (varie tipologie di agenzie di viaggi), con sede a Milano e composto dal t.o. Meridiano Viaggi e Turismo, Meridiano Congress International, dalle agenzie Conti Travel e Biemme Viaggi e Crociere, dalla web agency travelrounders.com e dall’Hotel Medici di Roma. C.A.S.T. è gestito da un management comune, che ha l’obiettivo di sviluppare sinergie produttive tra le aziende del consorzio, ottimizzando il rapporto con i fornitori e condividendo una piattaforma di prenotazione particolarmente evoluta. Da settembre 2010 l’incarico di general manager di C.A.S.T. è affidato a Silvio Rebula, triestino classe 1962, product manager con trascorsi in UTAT Viaggi, Ventaglio/Caleidoscopio e Rallo Travel. La direzione commerciale nord Italia è assegnata a Simone Cassanmagnago, ex Turisanda, Rallo Travel e Caleidoscopio (vedi ton-loghetto.gif del 31.1.2011). Recentemente, Meridiano Viaggi e Turismo ha annunciato la trasformazione della forma sociale da Srl a SpA, in linea con la strategia di crescita e consolidamento sul mercato del T.O. di proprietà della famiglia Radi, con sede a Roma, e Stefano Valentini come direttore commerciale.

 

michele-serra.jpgquality-group_logo.jpgQuality Group rappresenta un’eccezione, nel tradizionale panorama del tour operating italiano: per il fatto di essere un consorzio, e perché ha messo la qualità al primo posto. “Nel 1999, quando l’ingresso della finanza nel tour operating sembrava inarrestabile, noi pensavamo addirittura di scomparire” rievoca il presidente Michele Serra “Ci mettemmo insieme per difendere il valore del viaggio artigianale, prediligendo la qualità e non i numeri, e concentrandoci sulle agenzie senza fare finanza”. È andata meglio di quanto pensasse allora. Oggi la torinese Quality Group (originale anche nell’assetto societario, trattandosi di una società consortile a responsabilità limitata) riunisce i t.o. Mistral, Il Diamante, Patagonia World, Brasil World, Australia World e i più recenti America World ed Europa World. 105 milioni di euro il fatturato del 2010, rispetto ai 90 del 2009, con una crescita del 16%; 47.000 mila clienti ed Ebit del 5%, sempre nel 2010. Numeri eclatanti, visto che sono stati raggiunti senza ricorrere al charter e senza programmare destinazioni di massa come il mar Mediterraneo. Il consorzio si colloca al terzo posto nella classifica del fatturato dei tour operator di linea. “Le ragioni del nostro successo dipendono dalla capacità di rischio, dalla passione che ci guida nelle scelte di prodotto e dalla libertà di fare i cataloghi come piace a noi. Gli altri puntano all’informatica, noi alla bottega artigianale” spiega Serra. “Collaboriamo attivamente con 4.500 agenzie, anche se distribuiamo cataloghi a 5.500” puntualizza il dir. commerciale Marco PeciIl 70% delle vendite è prodotto dal nord Italia, il restante 20% dal centro e il 10% dal sud, che vogliamo far crescere. La ripartizione del prodotto è equa: vendiamo al 50% prodotti da catalogo, al 50% su misura, ma è quest’ultimo che ci dà maggiori soddisfazioni”.  “Abbiamo ricevuto ben tre proposte di acquisizione da parte di gruppi stranieri: la prima cinque anni fa, l’ultima poche settimane orsono. Le abbiamo rigettate tutte.” conclude - con malcelato orgoglio - il presidente Serra.

 

insegna-ventaglio.jpg ad_ventaglio_jun2010.jpg Cronaca di una morte annunciata. Spiace che stavolta tocchi a Ventaglio, operatore che ha segnato la storia del turismo italiano, ma che andasse a finire così lo si temeva da tempo. ton-loghetto.gif non ripercorre le tristi vicende, a tutti note, ma ribadisce dei numeri e azzarda qualche previsione. 200 milioni di euro di debiti (150 nei confronti dei fornitori) sono il buco finanziario che ha indotto il Tribunale di Milano a sancire il fallimento, per la prima volta, di una società quotata in Borsa. 16.000 i clienti che hanno sottoscritto un contratto con Vacanze nel Mondo, la divisione di multiproprietà del Ventaglio, che non potranno più usufruire delle loro vacanze. 350 i clienti che hanno prenotato una vacanza nelle strutture Ventaglio nel corso dell’estate e 100 quelli che, a oggi, in vacanza con Ventaglio ci sono ancora. 22 i dipendenti ancora in carico alla società (Columbus va considerata a parte) più 150 ancora in cassa integrazione: auguri. Come andrà a finire? Quando le acque si saranno calmate, qualcuno farà un’offerta per l’affitto dei marchi Ventaglio, VentaClub e Columbus, e li pagherà poco o nulla, o comunque molto meno di oggi. L’85% delle quote di Best Tours in capo a Ventaglio verranno rilevate dal socio di minoranza Mario Vercesi, che però dovrebbe sbrigarsi, perché le agenzie faticano a separare le disgrazie della capofila dai meriti del t.o. di Vercesi. I dipendenti, i fornitori, i clienti di Vacanze nel Mondo resteranno col cerino in mano, perché di soldi in cassa non ce ne sono, e non da oggi. E tutti, ripetiamo, tutti, lo sapevano.

 

carlo-schiavon.jpgCome non festeggiare un nuovo t.o., dopo i tanti usciti (ingloriosamente) di scena?! Diamo allora il benvenuto a Travelplan Italia, guidato da Carlo Schiavon (ex Costa Crociere, di cui ton-loghetto.gif ha parlato nel numero del 30 luglio 2010). Due i cataloghi per l'inverno 2010 - 2011: uno dedicato al lungo raggio (Usa, Caraibi, Messico e Sud America), l’altro alle isole Canarie; le adv come unico canale di distribuzione. “Vogliamo fare una partita chiara e leale con le agenzie” dichiara Schiavon. “Travelplan ha investito dai 2 ai 3 milioni sull'Italia per aprire la nuova attività di tour operating” puntualizza Luis Mata, direttore generale della casa madre iberica Travelplan (Gruppo Globalia) “La nostra sarà una politica dei piccoli passi: vogliamo guadagnarci la fiducia degli agenti di viaggi, e quindi dei loro clienti, fino a diventare un operatore italiano a tutti gli effetti”. La fonte è TTG Italia, il cui direttore Remo Vangelista osserva: “Quasi duemila agenzie di viaggi hanno richiesto l'apertura dei codici da parte di Travelplan. La distribuzione ha chiaramente bisogno di sicurezza. Servono operatori solidi, con buona programmazione e capacità di resistere alla folle discesa delle tariffe. Ora Schiavon e soci dovranno affrontare la parte più difficile. Perché le adv non fanno più sconti a nessuno”. Concordiamo al 100%.

 

mario_vercesi.jpglogo_best_tour.jpgTrentacinque anni di storia e un Mario Vercesi appassionato come non mai fanno guadagnare a Best Tours il titolo di T.O. del Mese. Vercesi, nipote del fondatore del t.o. milanese e al comando da ventitre anni, è - oltre che a.d. e presidente - anche proprietario di circa il 15% del capitale sociale. Il restante 85% è in capo a Viaggi del Ventaglio, ed è qui che nascono i problemi. Controllante e controllate (Viaggi del Ventaglio, VentaClub, Resort e Columbus) sono state ammesse al concordato preventivo e il super-consulente Franco Tatò, con la sua Compagnia Finanziaria come advisor, se ne sta occupando. Best Tours non fa parte di questo perimetro, pertanto la procedura dovrebbe seguire l’iter standard della dismissione da gruppo quotato: analisi delle manifestazioni di interesse, ammissione dei candidati alla due diligence per la verifica della situazione patrimoniale, formulazione di proposte vincolanti tra le quali l’advisor sceglierà la più conveniente, anche a difesa degli azionisti. Le manifestazioni d’interesse sarebbero più di una: si parla di un’offerta da 3,5 milioni di euro de i Grandi Viaggi (t.o. che ha appena accolto Stefano Colombo, ultimo vice-presidente della “vecchia” Ventaglio), ma ci sarebbero proposte anche da partner finanziari e industriali. “Ventitre anni di esperienza e di conoscenza del settore non bastano più” proclama Vercesi “Devo investire tutto nella credibilità e capire perché alcuni network ci hanno chiuso la porta (le agenzie in mailing sono scese dalle 3.500 del 2009 alle 2.700 attuali – ndr). Siamo un’azienda sana, il nostro bilancio 2009 ha superato il vaglio di revisori e sindaci, la squadra lavora e quest’estate mettiamo sul mercato undici titoli”. Un incoraggiamento a Mario Vercesi, che combatte per la sua azienda e non abbandona il vascello nella tempesta. Come altri si son ben guardati di fare, recentemente.