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truffelli qA cinque anni dalla fondazione - primo T.O. nato dopo la pandemia - Creo si consolida nel tailor made raggiungendo i 20 milioni di fatturato nel 2025 e operando su oltre 70 destinazioni. Un modello nativo costruito sulla consulenza e sul rapporto diretto con le agenzie di viaggi partner. Tre domande e tre risposte del co-founder Jury Truffelli, oggi alla guida delle strategie di sviluppo digitale del tour operator marchigiano.

Domanda – Sede a Pesaro: quali sono i pro e i contro della distanza dal “centro”?

Risposta – Per oltre trent’anni Pesaro è stata sede di un grande tour operator (Eden Viaggi, ceduta dal fondatore Nardo Filippetti ad Alpitour nel 2018 - ndr) e ha forgiato grandi professionisti. Alcuni di questi hanno fatto nascere Creo. L’aspetto più complesso da gestire è il sistema di relazioni: in provincia le occasioni vanno create, non capitano davanti a un caffè. Significa viaggiare, programmare incontri, considerare le trasferte parte del lavoro, perché tecnologia e digitale non bastano. Però non siamo i soli: Nicolaus, Go World, Italcamel, Glamour sono tutte nate fuori dal triangolo Milano-Torino-Roma. Questo conferma che il valore di un T.O. dipende dalle persone, non dalla geografia.

D – Quali destinazioni rappresentano il top di Creo? E quale sta un po’ faticando?

R – USA e Giappone guidano le vendite, ma con percorsi diversi. Il Nord America ci ha resi riconoscibili fin da subito: il primo weekend a New York - venduto a fine 2021 quando il turismo internazionale sembrava una scommessa - resta un ricordo simbolico. Il Giappone è partito più lentamente l'anno dopo, ma è cresciuto fino a diventare la nostra seconda destinazione. Segue poi il Sud America - Perù, Argentina, Brasile -, dove il tailor made mostra il suo valore grazie alla consulenza di chi le destinazioni le ha vissute davvero. Più lenta è l’Europa, lanciata lo scorso anno e che pensavamo partisse più in fretta: l’area è molto competitiva, sappiamo che ogni novità impone i suoi tempi e implica il giusto racconto.

D – Il tailor made imperversa: perché quello di un T.O. dovrebbe essere preferibile a quello gestito in proprio da un’agenzia?

R – Se un T.O. si limita a fare ciò che un’agenzia può fare da sola, è giusto che scelga di farlo autonomamente, lo sappiamo anche noi. Il compito di Creo è mettere a disposizione tempo, esperienza e competenze: tempo che l'agente dedica ai clienti invece che alla ricerca di fornitori; esperienza maturata visitando le destinazioni; competenze che permettono di prevedere criticità e riconoscere quando una soluzione, apparentemente perfetta, non lo è. Fare tailor made non è assemblare voli, hotel e servizi con degli strumenti informatici. Due pianoforti possono essere identici, ma la musica la fanno i musicisti. Noi, dopo tanti anni di esperienza, il nostro spartito lo conosciamo bene.