Stampa

whatsup 396 qEsistono inattese e sconosciute somiglianze tour operator e case editrici, in Italia. Eccole qui, un po’ di pazienza nel leggere tutto.

Cominciamo dai leader, Alpitour e Mondadori. Di Alpitour sappiamo tutto: cinque divisioni (tour operating, agenzie di viaggi, aviation, incoming, hotel management), cinque brand principali (Alpitour, Francorosso, Bravo, Turisanda, Eden Viaggi), proprietà TIP di Giovanni Tamburi, gestione affidata ai manager con a capo l'a.d. e presidente Gabriele Burgio.

Arnoldo Mondadori Editore è il più importante gruppo editoriale italiano: tre divisioni (libri, media - comprendente anche le riviste - e retail), svariati brand (editoria con Mondadori, Einaudi, Rizzoli, Fabbri, Piemme, Sperling & Kupfer, Frassinelli, BUR, Electa, De Agostini Libri; nelle testate coi cartacei Chi, Focus, Guida TV, Sorrisi e Canzoni e col digitale Giallo Zafferano e altri dedicati a salute, spettacolo, giovani; nel retail con oltre 500 librerie Mondadori Store), proprietà Fininvest SpA governata da Marina Berlusconi, gestione manageriale con a capo l'a.d. e direttore generale Antonio Porro.

Quante cose hanno in comune Alpitour e Mondadori? Molte, eccole:

1. Leadership di mercato - Mondadori detiene una quota del 27,6% del mercato libri trade, del 32% della scolastica, del 20,3% dei magazine (diffusioni a valore); ad Alpitour possiamo attribuire (con minore precisione) il 30% di quota di mercato del tour operating italiano e il controllo di circa il 40% delle agenzie di viaggi Italiane.

2. Ricavi al top - Nel 2023 la Arnoldo Mondadori SpA ha registrato € 905 milioni di ricavi con un EBITDA adj. pari a € 152 milioni e € 62,4 milioni di "risultato netto delle attività in continuità"; Alpitour Spa ha dichiarato € 2,4 miliardi di fatturato, € 141 milioni di margine operativo lordo e 50 milioni di utile netto. Se ne deduce che i margini di libri e riviste siano migliori di quelli dei viaggi. E in più, durante la pandemia i lettori di libri sono aumentati, mentre il numero di viaggiatori crollava.

3. Componente femminile largamente maggioritaria - 62% di donne sui 1.945 dipendenti Mondadori; 75% le donne che lavorano per Alpitour, su oltre 4.000 dipendenti. Però entrambi gli a.d. sono uomini.

4. La crescita avviene per incorporazione di altri marchi - Sia Mondadori che Alpitour hanno sempre fatto shopping: Fabbri, Piemme, Sperling & Kupfer, Frassinelli, Electa per la prima; Francorosso, Press Tour e Swan Tour per la seconda. Entrambe hanno comprato il concorrente più pericoloso: Rizzoli per Mondadori, Eden Viaggi per Alpitour. Entrambe - e qui la coincidenza è eclatante - hanno comprato un marchio "nobile" per natali e percezione del mercato: Giulio Einaudi Editore, quella dello struzzo, la casa editrice più prestigiosa della seconda metà del secolo scorso, è Mondadori dal 1994; Turisanda 1924 è nel portafoglio Alpitour dal 2018.

5. Origini e destini societari simili - La casa editrice A. Mondadori nasce a Ostiglia (Mn) nel 1907; Alpi viene fondata a Cuneo nel 1947: entrambe originano in provincia. Entrambi i fondatori non erano del settore: Arnoldo Mondadori era figlio di un calzolaio ambulante e analfabeta, Lorenzo Isoardi si occupava di commercio di legname (attività in comune, all'epoca, con un'altra famiglia di editori, i Feltrinelli). Sia Mondadori che Isoardi hanno guidato la propria azienda per tutta la vita, passando poi - non così convinti, peraltro - la mano ai figli: Alberto e Giorgio Mondadori, Guglielmo Isoardi. Entrambe le imprese non sono arrivate alla terza generazione: gli Isoardi escono dall'azionariato nel 2011, i Mondadori vent'anni prima, a seguito del "lodo Mondadori" che concesse la casa editrice di Segrate (vicino a casa sua, peraltro) a Silvio Berlusconi, a danno di Carlo De Benedetti.

6. Da società di famiglia a imprese manageriali - Per molti decenni Mondadori e Alpitour sono state governate dai fondatori, veri deus ex machina, coadiuvati da dirigenti fedeli alla linea; una volta passate di mano, la nuova proprietà ne ha affidato la gestione ai manager, sempre di alto profilo (oggi Antonio Porro a Segrate, Gabriele Burgio a Torino) lasciando loro molto spazio: tanto Giovanni Tamburi che Marina Berlusconi non entrano nel quotidiano delle rispettive controllate. Gestione manageriale, peraltro, non comune nel settore, sia editoriale (sono gestite dai proprietari Feltrinelli, Sellerio, Hoepli, e/o, La nave di Teseo, Iperborea ecc.) che turistico (Quality Group, Veratour, Idee per Viaggiare, Nicolaus Valtur ecc.).

Tante cose in comune, quindi, tra Mondadori e Alpitour. Ma anche tra molti altri.

1. GeMS e Quality Group: la forza del gruppo, l’autonomia dei marchi - Il Gruppo editoriale Mauri Spagnol (GeMS, non a caso “gemme” in inglese), così denominato in omaggio ai fondatori Luciano Mauri e Mario Spagnol e tuttora di proprietà delle famiglie, nasce a Milano nel 2005 ed è il secondo gruppo editoriale librario in Italia, con una quota di mercato di circa il 12%. A oggi sono venti le case editrici via via acquisite da GeMS, tra le quali: Bollati Boringhieri, Longanesi, Guanda, Garzanti, Corbaccio, Chiarelettere, Salani, TEA, Vallardi e Newton Compton. Salani è l’editore italiano della saga di Harry Potter di J.K. Rowling  (11 milioni di copie in Italia, mezzo miliardo nel mondo); Tiziano Terzani ha pubblicato tutti i suoi libri con Longanesi; quando Livio Garzanti decise di cedere la sua casa editrice, nel 1998, scelse la futura GeMS anche per non finire in Mondadori, da poco comprata da Berlusconi. Gruppo composito come Mondadori, GeMS segue una strategia opposta: le sue case editrici - tutte di medie dimensioni, nessuna grandissima - hanno la libertà di scegliersi titoli, autori e linea editoriale, autonomamente.

Quality Group è il consorzio formatosi a Torino nel 1999, oggi raccoglie nove tour operator indipendenti: Mistral, America World, il Diamante, Latin World, Europa World, Discover Australia, Latitud Patagonia, Exotic Tour e Italyscape. Il portafoglio di Quality comprende tutto il mondo, di alcune destinazioni vanta la “primogenitura”: Cina, Yemen, India, Patagonia, Libia, Iran. Secondo (o terzo) tour operator italiano con 205 milioni di fatturato nel 2023, si distingue dal leader di mercato per struttura, strategia, prodotto, gestione dei brand, comunicazione.

Autonomia operativa delle controllate/consorziate a parte, i vertici di GeMS e Quality (a Milano il presidente e a.d. Stefano Mauri, a Torino il fondatore di Quality e a.d. di Mistral Michele Serra) hanno molto in comune: boomer, quasi coetanei; entrambi laureati in Lettere (moderne per Mauri, classiche per Serra); un mentore fondamentale: per il primo il padre Luciano Mauri, prima direttore generale Mondadori poi proprietario di Messaggerie Italiane, tuttora leader nella distribuzione di libri in Italia; per Serra il suocero Stefano Chiaraviglio, fondatore di Mistral, uno dei pionieri del turismo organizzato; infine, un insostituibile sodale: per Mauri il socio e amico di una vita Luigi Spagnol, lo scopritore di Harry Potter e di Luis Sepúlveda; per Serra, il direttore commerciale Marco Peci, veneto ma torinese di adozione, senza il quale quelle centinaia di milioni non ci sarebbero state.

2. Sellerio Editore e Mangia’s by Aeroviaggi: l’orgoglio della sicilianità - La casa editrice Sellerio nasce a Palermo nel 1969 grazie a un piccolo investimento dei coniugi Elvira ed Enzo Sellerio, noto fotografo, sulla base di un’idea maturata con lo scrittore Leonardo Sciascia e l’antropologo Antonino Buttitta. I quattro sono amici e protagonisti della vita culturale palermitana, tradizionalmente ricca, a dispetto delle cronache di mafia che nei decenni a seguire segneranno la città. Dopo la separazione dal marito, nel 1983, Elvira si occuperà di saggistica e narrativa, mentre Enzo Sellerio di libri d'arte e fotografia, ai quali si assocerà il figlio Antonio, solida formazione economica e gestionale. La copertina col singolare quadrotto e l’inconfondibile blu caratterizzerà tutte le opere di Andrea Camilleri, anche lui siciliano, scrittore di strabordante successo popolare, 25 milioni di copie per Sellerio e il commissario Montalbano esportato, anche televisivamente, in tutto il mondo.

Antonio Mangia fonda Aeroviaggi SpA. a Palermo, nel 1973: come tour operator si specializza sul mercato francese, avvia catene charter su Sicilia e Sardegna, acquisisce i primi villaggi fino a controllare tredici strutture sulle due isole. Alla sua scomparsa, nel 2019, il figlio Marcello diventa presidente e CEO, condividendo il governo coi tre fratelli, coadiuvato dalla terza generazione di famiglia. Grazie a un rebranding totale, nel 2021 Aeroviaggi diventa Mangia’s Resort and Clubs e nel 2022 sigla una partnership strategica col fondo USA Blackstone/HIP.

Sellerio e Mangia’s sono fedeli, da mezzo secolo, alla sede palermitana, nonostante le sirene metropolitane (tanto per l’editoria che per il turismo, la capitale è Milano); in entrambe il controllo è ancora saldamente in mano alla famiglia fondatrice; il core-business è limitato a territori noti ed esplorati (il giallo di qualità di Carofiglio e Manzini per Sellerio, resort non pacchetti per Mangia’s); infine, la sicilianità, mirabilmente espressa nel monologo di Burt Lancaster/ principe di Salina, dal Gattopardo di Visconti e Tomasi di Lampedusa: “I siciliani non vorranno mai migliorare, perché si considerano perfetti. All’ufficiale inglese che mi chiese cosa venissero a fare i garibaldini in Sicilia, risposi: ‘A insegnarci le buone creanze. Ma non ci riusciranno, perché noi siamo Dei. Risero, ma non credo che capissero...”.

3. Iperborea e Giver, il nord come stella polare - Milanese, ma con prolungate permanenze all’estero, Emilia Lodigiani fonda Iperborea nel 1987, tempo dopo aver pubblicato il saggio “Invito alla lettura di J.R.R. Tolkien” (l'autore inglese de “Il Signore degli Anelli”, all’epoca misconosciuto). Da allora, la mission di Iperborea è stata quella di diffondere la letteratura nord-europea in Italia: dai classici ai premi Nobel, con autori dei Paesi scandinavi (Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia), ma anche baltici, olandesi, tedeschi, canadesi, islandesi (incluse le antiche saghe medioevali). Il formato dei libri è unico, nel panorama editoriale italiano, 10 x 20cm: “il formato dell'antico mattone di cotto, ovvero l'oggetto più maneggevole inventato dall'uomo, e in più con l'idea di libri-mattoni (ovviamente non nel senso di noiosi e pesanti, ma nel senso di costruttivi) che contribuissero a costruire la personalità, la mente e l'anima del lettore”.

Giver Viaggi e Crociere ha appena compiuto 75 anni: fondata a Genova nel 1949, nel 1967 inizia l’attività di tour operating programmando, per i successivi 30 anni, crociere full charter nei mari Mediterraneo, Baltico e del Nord. Specializzatasi nel Grande Nord (a sua volta marchio registrato) diventa il tour operator di riferimento per Scandinavia e Islanda. Da anni Giver ha una programmazione charter su Rovaniemi, il villaggio di Babbo Natale, Bodø e Tromsø, ed è Agente Principale per l’Italia di Hurtigruten, il Postale dei Fiordi Norvegesi e isole Svalbard/Spitsbergen, Islanda, Groenlandia, Alaska, Antartide. Mai fatto lungo raggio, mai lontanamente pensato al Mare Italia (però di scandinavi che verrebbero volentieri a Monterosso o a Sanremo ce ne sono...).

Tra Iperborea e Giver l’assonanza è manifesta: una passione, anzi, un amore unico e insostituibile, per i Paesi del Nord Europa e per il loro stile di vita. Perché diversi da noi, perché lì è nato il welfare, perché la parità tra uomo e donna è un fatto acquisito. E perché, prosaicamente parlando, lassù un contratto è un contratto: che sia con Hurtigruten o con un Premio Nobel.

4. e/o e Idee per Viaggiare, romani giovani e arrembanti - e/o (che sta per est/ovest) pubblica Elena Ferrante de ‘L’amica geniale’, fenomeno editoriale di portata mondiale, scippandolo alle grandi e ricche case editrici milanesi; il t.o. romano clamorosamente cresciuto, al cui fondatore - presentatosi timidamente alla prima riunione coi grandi t.o. dell’epoca - veniva indirizzato un sussiegoso “Idee chi?!”

5. La nave di Teseo e Creo, meglio soli che male accompagnati - Il vascello degli Argonauti fondato per dispetto da Umberto Eco con pochi amici (Elisabetta Sgarbi, a capo oggi), quando la sua Bompiani stava per finire in Mondadori (via RCS Libri) e l’autore de “Il nome della rosa” non poteva tollerare di essere pubblicato dal nemico Silvio Berlusconi; il tour operator marchigiano nato dalla meglio gioventù di Eden Viaggi, quando Nardo Filippetti vendette ad Alpitour e il timore di non poter più lavorare come prima divenne concreto.

6. Rizzoli e Viaggi del Ventaglio, i grandi non lasciano eredi - Angelo Rizzoli, da orfano di un ciabattino analfabeta (come Arnoldo Mondadori) a fondatore di un impero che spaziava dall’editoria di libri e riviste alla produzione cinematografica (“Don Camillo” e “La dolce vita”); Bruno Colombo, agronomo fondatore del secondo tour operator italiano, quando la distanza dal primo era di qualche centinaio di milioni (di lire). Troppo grandi loro, inimitabili per le generazioni che li hanno seguiti.