Era una delle più attraenti destinazioni del continente americano, basti ricordare che Varadero è da anni presenza fissa nella top 10 delle “Migliori spiagge del mondo” di TripAdvisor. La situazione attuale è drammatica, intristisce leggere l’articolo del New York Times pubblicato il 2 aprile 2026 e intitolato: “Trump non sta prendendo Cuba. La sta semplicemente facendo morire di fame”.
Ovvio che il turismo, una delle maggiori risorse dell’isola caraibica, stia saltando per aria. Lo testimonia anche Stefano Pompili, co-CEO di Veratour, per il quale l'abbandono di Cuba è dettato dal progressivo degrado delle infrastrutture e dei servizi: la cronica mancanza di investimenti, unita alle difficoltà nel reperimento di materie prime e ai frequenti blackout energetici, ha reso impossibile garantire gli standard qualitativi richiesti dai turisti. Il legame del t.o. romano con la destinazione è sempre stato fortissimo: “Abbiamo iniziato a Cuba nel 1992. Siamo stati forse il primo o il secondo t.o. italiano ad aprire laggiù e ce l’abbiamo nel cuore. Per anni abbiamo avuto due resort a Cayo Largo e Varadero, per noi andarcene è veramente un dolore".