A ottobre 2026 l’Osservatorio ASTOI Confindustria Viaggi, che monitora l'andamento del turismo organizzato per il periodo autunno-inverno 2026/2027, registra un calo del 4,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Motivazioni già note: incertezza legata allo scenario geopolitico, riduzione del potere d’acquisto degli italiani, caro fuel che determina una pressione sulle tariffe aeree e sui prezzi dei pacchetti.
Interessante l’analisi del turismo organizzato, che a fine 2026 ASTOI prevede varrà complessivamente 11,3 miliardi di euro, dei quali 4,3 miliardi riconducibili al tour operating (in calo, rispetto ai 4,5 miliardi del 2025). Completano il mercato i pacchetti venduti attraverso OTA, agenzie di viaggi e il comparto crocieristico, in ascesa come sempre. Nell’ambito del tour operating, il prodotto outgoing rappresenta circa l’82% del mercato, all’incoming il restante 18%.
Il commento di Pier Ezhaya, presidente ASTOI: “I dati dell’Osservatorio raccontano una stagione complessa, ma sarebbe sbagliato leggerla esclusivamente attraverso il segno meno dei ricavi. La propensione al viaggio resta forte, anche se cambiano i comportamenti di acquisto. Di fronte all’incertezza internazionale e all’aumento dei costi, le persone possono posticipare la prenotazione, orientarsi verso altre destinazioni o rivedere alcuni aspetti della vacanza, senza per questo rinunciare a partire”. Speriamo.