Pierpaolo Ciccolini: “Ecco le differenze tra Idee per Viaggiare del 2005 e del 2019”
Domanda - Idee per Viaggiare del 2005 era altra cosa rispetto a oggi: cosa è cambiato da allora? Risposta - È cambiato tanto, per non dire tutto. Nel 2005 eravamo in 15, oggi siamo 121. È cambiato il mondo del turismo e conseguentemente siamo cambiati noi. Ma due cose sono le stesse di allora: primo, la voglia di creare, di divertirsi, di vivere questo “fantastico mondo” dei viaggi nel modo migliore. La nostra sede ne è la prova, non per niente il nostro claim è “lavoriamo a colori”. Secondo, Idee per Viaggiare ha praticamente zero turnover (chi entra molto difficilmente esce) e questo ci aiuta nella conoscenza del prodotto, sostenuta da tanta formazione interna, perché oggi il cliente conosce le destinazioni e le strutture prima di entrare in agenzia. Noi dobbiamo sapere tutto, compresi quanti metri deve percorrere per andare dalla Beachvilla alla spiaggia, e la temperatura dell’acqua a giugno. D - Vendere prodotto IpV nel 2005 e nel 2019: altra cosa pure questa, probabilmente. R - Certo, nel 2005 la filiera era trasparente e lineare: le agenzie avevano nel t.o. un unico riferimento. Consulenza, prodotto e competitività erano i valori aggiunti e in forma diversa lo sono ancora. Oggi dobbiamo avere le stesse competenze di allora, ovviamente, ma non sempre bastano. Col web l’accessibilità da parte dei clienti è immediata, quindi c’è da faticare di più, ma la differenza si sente sempre, perché nulla potrà mai sostituire la “forza” della persona. Nel frattempo sono cambiate le responsabilità dell’operatore e dell’agenzia, è cambiata la legislatura turistica, sono cambiati i rapporti con le assicurazioni: insomma, bisogna sapere molte più cose e seguire il cliente sempre più da vicino, prima, durante e dopo la vacanza. D - Qual è il Suo ruolo oggi? IpV supererà 100 milioni di fatturato, quest’anno, ce ne sono di cose da fare... R -Oggi, a differenza di 15 anni fa, metto la giacca ogni tanto (vedasi foto - ndr). Il mio ruolo è conseguenza della mia esperienza in azienda, diciamo che metto mano un po’ dappertutto… Mi occupo di migliorare e sviluppare gli strumenti tecnologici e non (facciamo tutto da soli, niente outsourcing) e di creare processi lineari e trasparenti nelle comunicazioni alle agenzie, e quindi al cliente finale. Domani non so cosa farò, ma quel che è certo è che andrò in pensione, chissà quando, ma con Idee per Viaggiare. Chiudo con una “romanità” che rispecchia il nostro modo di essere e di fare: parafrasando S.P.Q.R., Sono Professionisti Questi Romani!
Sandro Saccoccio: “Ecco il mio primo mese in Best Tours e Metamondo”
Domanda - Le tre cose delle quali si è occupato in questo mese di ambientamento, tra Milano (dove è collocata Partours) e Roma, dove risiede. Risposta - Mi sono occupato molto di più di tre cose! Tutte con l’entusiasmo di chi inizia un nuovo percorso professionale: tra le tante, riorganizzare la rete vendita, collaborare alla stesura del nuovo prodotto, sviluppo tecnologico. Tornare a vivere a Milano è sempre stimolante perché per me rappresenta la città “più avanti” d’Italia. D - Best Tours, operatore di lungo corso, è reduce da alcune stagioni travagliate. Ci racconta cosa fa e cosa ha trovato? R - Seguo il commerciale di Best Tours e Metamondo, che sono i marchi dedicati all’outgoing. Ho sempre un’attenzione particolare a quello che succede lato incoming in azienda, settore dove la nostra società sta investendo molto. In Best Tours ho trovato colleghi molto preparati sulle destinazioni di lungo raggio: grande feeling e collaborazione sia con Luisa Casarin che con Roberto Bergamo. D - L’Egitto è tornato in in grande auge, voi cosa farete? R - Best Tours è la storia dell’Egitto in Italia. Crediamo fermamente nella destinazione: il nostro prodotto sarà diverso da quello che normalmente prediligono i grandi t.o. generalisti. Esclusivo, sia per gli aspetti di soggiorno mare che per quanto riguarda la navigazione sul Nilo. Un vero ritorno alle origini, cercando di privilegiare i voli di linea.
Angelo E. Cartelli, direttore commerciale Eden Travel Group
Domanda - Quattordici anni in Eden Viaggi, è un record. Come ha fatto? R - In Eden quattordici anni non sono un record: c’è un livello di fedeltà molto alto, colleghi che sono in azienda da oltre vent’anni e addirittura tre da più di trenta. Il nucleo di collaboratori che ha aiutato Filippetti nello start-up del 1983 è ancora qui: credo sia un segnale importante. Lavorare con Filippetti è assai stimolante, perché è un vulcano in continua eruzione, sempre proiettato al cambiamento e allo sviluppo. Tre cose mi hanno permesso di restare così a lungo in azienda: forte orientamento al mercato, trasparenza e coerenza. Ho sempre creduto nel rapporto con le agenzie di viaggi, credo nella forza commerciale rappresentata da persone che visitano e assistono i punti vendita, credo che per ottenere fiducia si debba essere professionali e corretti, ogni singolo giorno. D - Cosa portano in dote Hotelplan e Turisanda a Eden Viaggi? R - HP e Turisanda portano grande cultura sul viaggio costruito e un posizionamento sul target medio alto. Un booking e un reparto prodotto come quelli di HP e Turisanda si possono solo comprare, non si possono facilmente replicare, almeno in tempi stretti. Nel processo di ristrutturazione l'azienda ha perso smalto, il nostro compito è quello di ridare vigore alle grandi professionalità che abbiamo trovato. D - Cosa significa lavorare nelle Marche? Non siete lontani dalla politica di Roma e dal business di Milano? R - La provincia ti fa rimanere coi piedi per terra e molto concentrati sul business. Abbiamo sempre avuto uffici sia a Milano che a Roma, per cui il contatto con la politica e con il business non sono mai mancati. La scelta imprenditoriale è sempre stata basata sulla “crescita controllata” e non sulla corsa ai numeri. In questo la provincia ci ha aiutati, il resto lo abbiamo costruito tutti insieme”.
Frederic Naar: “Siamo lo specialista tecnologico”
Domanda - Come si colloca Naar T.O. in un panorama italiano dominato da un player molto grande e da meno follower di qualche anno fa? Risposta - Guardando ai mercati stranieri, in particolare a quello tedesco (dove comandano TUI, Thomas Cook e DER, ma trovano spazio una settantina di specialisti di dimensioni decisamente più piccole), credo che il mercato italiano si riallineerà su dinamiche simili. Naar è un tour operator specializzato in viaggi individuali su misura, dove la tecnologia funge da facilitatore tra la consulenza fornita dai nostri specialisti di destinazione e la richiesta sempre più personalizzata che arriva dai clienti delle agenzie. Sulle nostre medesime destinazioni operano player più orientati ai viaggi di gruppo, penso a Quality Group o a Viaggidea, ma si tratta di un prodotto sostanzialmente diverso, sia per profilo di clientela che per modalità di gestione. D - Diversi t.o. stranieri sono arrivati (o stanno arrivando) sul nostro mercato: TUI, Barcelò, Kappa Viaggi...Cosa ne pensa? R - Un lato poco conosciuto della nuova Direttiva sui Pacchetti Turistici è quello di facilitare l'internazionalizzazione delle imprese in ambito europeo, il che rende più facile per un t.o. affrontare un nuovo mercato. Sotto il profilo del prodotto, però, è tutt’altra cosa: sarà sempre più difficile competere con Alpitour sul classico pacchetto mare (Italia o estero), senza contare la difficoltà di trovare spazio nella distribuzione, alterando gli equilibri attualmente esistenti (ovvero il controllo delle reti Welcome e Geo - ndr). Fossi in loro sarei molto prudente... D - Il modello di business di Naar, nato web-based e senza catalogo, è sempre quello? E in futuro? R - Il modello è di fatto rimasto lo stesso, noi lavoriamo senza cataloghi cartacei: oggi, grazie alla tecnologia sviluppata in tutti questi anni, stiamo creando nuove funzionalità che renderanno il confine tra sito web e catalogo tradizionale ancora più fluido, per cogliere i vantaggi di entrambi. Due gli obiettivi dell’immediato futuro: migliorare diverse funzionalità del sito, la documentazione e il kit di viaggio; guardare all’estero, dove vediamo interessanti possibilità di espansione mantenendo le nostre caratteristiche di “specialista tecnologico".
Giuseppe Pagliara dir. generale Nicolaus
Domanda - D’obbligo: un giudizio spassionato sull’operazione Alpitour-Eden. Risposta - Sin da quando ho avuto sentore della notizia, non l’ho interpretata come un pericolo per la mia azienda, anzi... La fusione di attività di tour operating comporta aggregazione e scrematura di prodotto, quindi potrebbero addirittura aprirsi delle possibilità. E poi l’esperienza pregressa insegna che, per il fatturato, 2 + 2 non fa mai 4, anzi, spesso fa 3... Nicolaus, presentandosi in agenzia con un solo brand e una forte caratterizzazione, potrebbe guadagnare anche nel confronto con un gruppo che di marchi e di prodotti, in portafoglio, ne ha veramente tanti... D - I charter per l’estate: problemi e opportunità. R - Premetto che non sono ottimista circa i futuri sviluppi della charteristica: sia perché alcuni attori si stanno tirando indietro (vedi la nuova Air Italy targata Qatar Airways), sia perché Alitalia - nonostante Mauritius o Cuba - è concentrata su altre questioni. Ma il nodo è semplice: sul corto raggio, ormai dominano le low-cost; sul lungo raggio le legacy come Emirates o le orientali permettono di raggiungere destinazioni come Maldive o Caraibi con maggiore flessibilità della data fissa e a costi ragionevoli. Il duopolio Neos/Blue Panorama? Sarà una bella battaglia, ma Nicolaus ne resta fuori; sia perché abbiamo esigenze particolari (non usiamo mai il primo slot del mattino; non amiamo le partenze infrasettimanali; usiamo solo tre aeroporti, MXP VRN e BGY), sia perché continueremo a servirci di compagnie che si adattano ai nostri criteri e hanno un buon rapporto qualità/prezzo, come airBaltic o Air Dolomiti. D - Le dismissioni Valtur, a quali è (o era) interessata Nicolaus? R - Dopo il Tanka, credo che il Garden Village di San Vincenzo fosse la struttura migliore di cui Valtur disponeva, e noi ne abbiamo acquisito un buon allotment: 200 camere, che abbiamo già iniziato a vendere bene, e che nel 2019 diventeranno 300. Un contratto pluriennale, impegnativo, che abbiamo combattuto per ottenere. Ci sarebbe piaciuto anche Ostuni, ovvio, da casa mia vedo il villaggio... Ma sull’operazione Cdp/TH Resorts preferisco non esprimermi, perché siamo in attesa di vedere gli sviluppi. Non cerchiamo altri resort in Italia, quelli che abbiamo in portafoglio ci soddisfano e sono coerenti con l’obiettivo di fatturato complessivo del 2018. Quanto? 100 milioni, uno più uno meno.
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Ha scelto un manager di lungo corso, con esperienze trasversali nel tour operating e nell’incoming, la milanese Partecipazioni per il Turismo SpA (abbreviato Partours) controllata da Arkus Network Srl, sotto la quale sono collocati i brand Best Tours e Metamondo. Arrivato in azienda il 5 novembre 2018, tre domande e tre risposte secche al direttore commerciale Sandro Saccoccio.
Angelo E. (dove la E. sta per Eugenio) Cartelli, romagnolo doc, è approdato nella marchigiana Eden Viaggi nel 2003, dopo un’esperienza come marketing manager di Mirabilandia. All’epoca il t.o. fondato da Nardo Filippetti fatturava 90 milioni di euro, oggi - 
Se c’è un tour operator sensibile alla tecnologia, sin dalle origini, questo è il milanese Naar T.O.,
A non risentire granché dei terremoti che investono il tour operating italiano è un’impresa familiare, collocata lontano da Roma e da Milano e, forse anche per questo, in ascesa da anni. Lo testimonia Giuseppe Pagliara, direttore generale e fondatore, insieme al fratello