CHI E' ROBERTO GENTILE

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L'EDITORIALE DI ROBERTO GENTILE

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T.O. DEL MESE

BOTTA & RISPOSTA

IPSE DIXIT

birondi ezio2022 qA Il direttore di TTG Italia Remo Vangelista intervista Ezio Birondi. T.O. News replica integralmente il testo, visto l’interesse del contraddittorio.

 

In questa intervista raccontiamo la nuova via del manager che per lunghi anni ha guidato Settemari. Il nuovo progetto è ormai realtà con una struttura aziendale formata da 8 soci partner. Si chiama Move, con sede nel centro di Milano.

 

Perché Move?

Il nome raggruppa quattro concetti precisi. Mobilità, ospitalità, viaggio ed esperienza. Siamo già operativi e la prima fase sta portando risultati decisamente interessanti.

 

Il progetto vede ancora le agenzie al centro del business?

Abbiamo una rete di agenzie straselezionate e performanti. A questo uniamo un gruppo di ambassador di valore. A 54 anni ho deciso di rimettermi in gioco. Ha prevalso senza dubbio la voglia di vivere. Avevo e ho ancora bisogno di esprimermi. Sono uno dei soci fondatori di Move che oltre alle vendite classiche sarà un vero e proprio organizzatore di esperienze.

 

Entrare sul mercato come player nuovo di zecca non sarà semplice...

Io sono certo, invece, che Move farà la differenza. Lavoriamo in un comparto molto autoreferenziale e per questo esistono grandi spazi di business. Abbiamo già attivato l’attenzione di partner finanziari, perché il nostro gruppo vanta manager di livello e imprenditori. Un giusto mix.

 

Sui nomi Birondi glissa, ma sono entrate in Move alcune figure note del mondo distribuzione-tour operator.

 

La O di ospitalità ricorda un suo vecchio progetto legato al mondo del ricettivo. Cosa c’è di concreto?

Abbiamo in mente la riqualificazione di immobili e la gestione alberghiera. Tutto con taglio sostenibile. In alcune occasioni ho spiegato che il mercato dell’ospitalità mi ha sempre attratto. Ora ho l’occasione di mettermi alla prova.

 

In questi due mesi fuori dal mercato del tour operating ha avuto il tempo di riflettere. Cosa ha visto da fuori della porta?

Penso sia finita la fase del reddito di cittadinanza. Finiti i crediti di chi si siede ad aspettare. Se non produci valore fai male anche al settore intero. A volte mi pare che il business reale sia la parte minore.

 

Un Birondi sempre diretto che non lascia spazio a fraintendimenti.

 

Proviamo un’altra volta. Lei crede ancora nelle agenzie? In tanti dicono che si tratti di un business finito...

Quando produci ricavi e non (solo) relazioni fai la differenza. Le nostre agenzie lo dimostrano, perché la nostra gente sa lavorare.

 

Occhio a Move.

 

gabriele burgio qalpitour qIl 30 settembre 2019 TuttoSoldi, l’inserto economico de La Stampa, intervista Gabriele Burgio, presidente e a.d. Alpitour, che propone un’originale interpretazione del fenomeno low cost. La riportiamo integralmente: “Quello del low cost è il maggior successo commerciale di tutti i tempi, perché si è fatto credere alla gente che i prezzi siano veramente bassi, mentre in realtà sono allineati agli altri. Mi spiego: uno trova un biglietto aereo a 9 euro e dice “Evviva, questa è una compagnia low cost”. Ma se cerca quello stesso biglietto a luglio lo paga 800 euro. Se si fa la media dei biglietti venduti, i prezzi delle low cost sono mediamente uguali a quelli delle compagnie tradizionali. Però la gente parla solo di quelli a 9 euro e dice che quella compagnia è low cost, mentre l’unica cosa veramente “da low cost” è la qualità dei servizi. Quando ci sono stati problemi in Egitto, Alpitour è andata laggiù a riprendere i propri clienti, mentre gli operatori low cost e virtuali li hanno abbandonati lì. E siamo noi, e non gli operatori low cost e virtuali, a dare accoglienza in aeroporto, assicurazioni, pediatri nei villaggi e tanti altri servizi.

 

birondi ezio2018“Quando sono arrivato in Settemari, a Torino, ci siamo guardati in faccia e abbiamo capito che era necessario svoltare. Abbiamo promesso alla distribuzione di fare un percorso insieme, come unico canale di vendita, e il catalogo Estate 2018 ne è la prova: è bello da sfogliare, può stare sul divano di casa e non ha 15 cm. di sottotabella. Ma soprattutto contiene il prezzo finito, senza sorprese. Quando compri un paio di scarpe, non è che le stringhe te le fanno pagare a parte. Non ci saranno adeguamenti valutari o di carburante, perché sono cose difficili da spiegare a chi compra un viaggio e non possiamo chiedere alle agenzie di fare da esattore. Un prezzo fisso, di mercato, non di catalogo, senza contingenti, anche per i child. Sono stanco di sentire il solito ritornello ‘bisogna riportare il cliente in agenzia’: è più importante che quelli che entrano ne escano soddisfatti, punto. Tutti questi tecnicismi allontanano il cliente e si rischia di fare la fine degli indiani confinati nelle riserve. Coi prezzi che abbiamo calcolato e senza ‘ritocchini’, siamo condannati a vendere il 100%: tutto, fino all’ultima camera. Il nostro sales è il manager della sua zona, deve fare business. Deve portare a casa risultati. Non possiamo perdere tempo, né lui né noi”. Vedere Ezio Birondi come a.d. Settemari fa effetto, soprattutto in occasione della prima conferenza stampa - alla quale l’autore di queste note abbia mai assistito - nella quale NON viene distribuito un comunicato stampa (Milano, 26 febbraio 2018). Verba manent, scripta volant, avrà pensato Birondi. I numeri non volant, visto che sembrano dargli ragione.

 

vanzina fratellli qsapore di mare1983 locaI fratelli Vanzina hanno raccontato le vacanze degli italiani con “Sapore di mare”, film cult del 1983. “Quelle vacanze lì non esistono più” dichiara lo sceneggiatore Enrico in una bella intervista a La Nazione, tracciando un ritratto impietoso di come si va in vacanza al giorno d’oggi. Alla domanda “I ragazzi di oggi cosa cercano?” risponde “Oggi i diciottenni fanno i debiti per andare a Ibiza e tuffarsi in discoteca, breakfast a mezzanotte, discoteca alle 4 fino alle 10 del mattino, poi tutti a dormire fino alla sera, quando si svegliano e il gioco ricomincia”. “E i trentenni?” incalza l’intervistatore. “Sono forzati dei villaggi vacanze: sette giorni di cui due di viaggio, lui con la bandana e i tatuaggi, i pupi sbattuti al miniclub, lei fare aquagym, lui a provarci con l’animatrice, l’aperitivo in spiaggia, l’applauso al sole, la sera tutti al teatro a ballare il movimento sexy. Una versione light del campo di concentramento”. ”Va meglio con quelli più grandi?” sospira l’intervistatore. “No: ci sono i vecchi che fanno i finti giovani, le donne tutte rifatte con look zingareschi e gli stivali... è tutto ridicolo”. Ma uno spiraglio di luce c’è, nonostante tutto: “Ci sono famiglie che portano i bambini al Louvre, o alla Tate Gallery. E magari quei bambini se le ricordano per tutta la vita, quelle vacanze".

 

debellini graziano“Nel 1977 inizio a gestire, con alcuni amici, un piccolo rifugio sull’Adamello: da questa esperienza nasce il primo nucleo di quella che sarebbe poi diventata Tivigest, che quindi è indissolubilmente legata alla montagna, dove continueremo a investire. Perché il turismo invernale è tornato a crescere, lo si capisce da quanto la montagna è presente negli spot pubblicitari e dalla crescita di aziende di abbigliamento tecnico. Ormai sono quarant’anni che mi occupo di turismo, ma nel 2011 mi sono appassionato a un comparto lontano dal nostro, quello delle energie rinnovabili, contribuendo alla crescita di Sorgent.e Holding. Ho imparato che senza capitali non si va da nessuna parte, per crescere non si può agire solo sui costi. Ho trovato in Cassa depositi e prestiti, ISA Istituto Atesino di Sviluppo SpA e Antirion SGR i partner che cercavo: la “nuova” TH Resorts è nata grazie a loro. Ho capito anche che prodotto e liquidità non bastano, serve professionalità e in Italia abbiamo un problema di manager, basti vedere quanto è difficile trovare un CEO all’altezza, in ambito alberghiero-leisure. L’esempio di Valtur è eclatante: hanno scelto manager senz’altro capaci, ma non nel loro tipo di prodotto alberghiero leisure. È un peccato che sia finita così, perché servirebbero quattro o cinque concorrenti forti in Italia, per dare vita a un vero consolidamento del mercato”. È un Graziano Dibellini a 360 gradi, quello che accoglie la stampa al Planibel di La Thuile, il 24 febbraio 2018, accompagnato dal top management (Giorgio Palmucci e Stefano Simei), dall’a.d. di TH Resorts Gaetano Casertano di Cdp e dagli asset manager di Antirion Sgr. “Servire è il cuore dell’accoglienza” conclude, e “servire”, in questi tempi individualisti e auto-referenziali, è un verbo che scalda il cuore. L’ottima intervista di Giorgio Maggi, de l’agenzia di viaggi, si può leggere qui.