Stefano Simei di TH Resorts
Domanda - È meglio lavorare in un’agenzia di viaggi o in t.o., al giorno d’oggi? Risposta - Credo che fare il t.o. sia più stimolante, anche se comporta un livello maggiore di rischio economico e imprenditoriale: bisogna essere creativi e flessibili, per adeguare il prodotto alle esigenze del cliente e intercettare immediatamente i cambiamenti della domanda di mercato. Rispetto a dieci anni fa la multicanalità è divenuta reale e lo scenario è radicalmente mutato, basta guardare quanti dei top player del 2006 siano ancora operativi. D - Tivigest (il nome col quale noi addetti ai lavori identifichiamo il gruppo - ndr) nasce come gestore alberghiero, ma oggi ha interessi molto diversificati: come è accaduto? R - È stato un percorso di crescita e un’evoluzione naturale. Qualche anno fa, a seguito della chiusura di molti t.o. generalisti attivi sul prodotto Italia, l’azienda ha ritenuto opportuno lanciare un brand commerciale (TH Resorts), sostenuto da un’apposita divisione, che promuovesse i nostri hotel sul mercato internazionale, oltre che su quello domestico. Per farlo si è avvalso di figure professionali che hanno portato nuovo know-how, dal quale sono nati progetti originali come Not Only Travel e Markando. Logico che molto sia dovuto a solide radici nella gestione alberghiera e al lavoro fatto in questi anni sulla distribuzione. D - Scelga tre network e un elemento distintivo per ciascuno. R - Robintur / Via con Noi è il network che, grazie al patrimonio dei soci COOP, può avere il maggiore sviluppo e, potenzialmente, rompere il mercato. Last Minute Tour è riuscito a coniugare le logiche della Grande Distribuzione, ad esempio il controllo del prezzo al cliente finale, con le tipicità del nostro settore, gestendo al meglio la complessità di una rete composta da filiali in aip e agenzie di proprietà. Gattinoni Mondo di Vacanze, infine, perché sono solidi, concreti, freschi: strutturati, ma con un animo amichevole.
Ciro La Rocca de i Grandi Viaggi
Giorgio Trivellon, responsabile vendite Club Med Italia
Domanda – Le due maggiori differenze tra il Club Med degli anni ’90 e quello di oggi: una positiva, una negativa. Risposta – Il DNA del Club è rimasto invariato negli anni, sono enormemente migliorati gli standard di servizio. Abbiamo abbandonato capanne e docce in comune, che caratterizzavano i villaggi degli anni ’70, e oggi proponiamo solo resort a 4 e 5 stelle. Niente più braccialetti con le palline, per il bar, ma formula Premium All Inclusive. Certo, è il G.M. (il cliente, al Club – ndr) che è cambiato: è molto, molto più esigente di prima. Se l’areo ritarda di un’ora, è un guaio. Vent’anni fa, si metteva in un angolo a bere qualcosa, e non ci faceva caso. D – C’è un episodio che racconta, meglio di tutto, l’ “esprit du Club”? R – Anni fa ero all’aeroporto di Nizza ed ero arrivato tardi al check-in. “Nulla da fare, il volo è chiuso” mi dice l’addetta della compagnia, senza neanche un sorriso di comprensione. Si fa avanti il capo-scalo, che aveva sentito tutto: “Senta, vediamo cosa si può fare. Adesso chiamo il pilota e l’accompagno personalmente sotto-bordo, con l’auto di servizio”. Ci precipitiamo, si apre il portello, faccio per salire a bordo, lo ringrazio commosso. “Sa perché l’ho fatto?” mi dice “Perché “le client d’abord” l’ho imparato al Club, ci ho lavorato anch’io, sa? Come G.O., tanti anni fa...” D – Quali sono le tre sensazioni che un G.M. prova trascorrendo una vacanza al Club, oggi? R – La sensazione di felicità, la stessa teorizzata più di mezzo secolo fa dal fondatore del Club Mèditerranèe (allora si chiamava così – ndr) Gerard Blitz. La sensazione di libertà, ovvero poter fare tutto (sport, attività, vita notturna) o nulla (sole, mangiare e relax, e basta), a propria totale discrezione. Staccare la spina, ovvero sapere che per quella settimana di vacanza, il mondo rimane fuori. Perché la felicità è a portata di mano.
Chi fa da sé fa per tre, è la scelta di Quality Group
Domanda - Il business model del t.o. tradizionale è morto e sepolto. La risposta di Quality Group è tutta nel claim “Specialisti per passione”? Oppure c’è altro? Risposta - Si comincia dalla passione, poi però serve un sistema che valorizzi le esperienze passate, comprenda le esigenze del viaggiatore contemporaneo e le organizzi grazie a una tecnologia up-to-date. In tutto questo, il ruolo del product manager è fondamentale: uno bravo, oggi, ne vale dieci di qualche anno fa. D - Quality Group vende 50% da catalogo e 50% su misura: dove sposterebbe il piatto della bilancia? R - Oggi le due linee di prodotto hanno pari dignità. Però, viste le politiche di allotment alberghiero e di pricing dei vettori, che stanno prendendo piede, è quasi inevitabile che il domani spetti al su misura. D - È noto che i network di agenzie non L’affascinano più di tanto, e la politica commerciale di Quality Group lo dimostra. Perché? R - Non abbiamo mai creduto nel rapporto indifferenziato con decine di network, alcuni inevitabilmente poco coinvolti nella valorizzazione dei nostri prodotti e delle nostre destinazioni. Da qualche anno, dopo un’attenta selezione, collaboriamo con sole cinque reti: stima e rispetto reciproci, risultati concreti e misurabili. Proseguiremo su questa strada. Giuseppe Sergnese di Value Holding
Domanda - Fino al 2012 Lei si occupava di aerei e aeroporti, poi ha investito nel tour operating (Marevero) e nella distribuzione (Liberi Tutti): di quello che ha visto finora, cosa Le è piaciuto di meno? Risposta - La gente che non si parla. Ognuno va per conto suo, ognuno pensa di essere più furbo degli altri, il mio tour operator è meglio del tuo, il mio network è più figo del tuo. |










46 anni, romano di origine e padovano di adozione, Stefano Maria Simei - con trascorsi in Eden, ITN, Viloratour e Valtur - dal 2011 è direttore commerciale Italia di Hotelturist SpA, holding con interessi nell’hôtellerie (TH Resort), 


Andata e ritorno, per il responsabile vendite Club Med Italia Giorgio Trivellon. Una carriera iniziata come G.O. in villaggio, oltre 20 anni fa, quindi al reclutamento e poi al commerciale, una breve parentesi in Valtur, 
Marco Peci è il direttore commerciale di 
Un anno e mezzo dopo l’acquisizione di Marevero, Giuseppe Sergnese, presidente di Value Holding SpA, si è fatto un’idea precisa della filiera tour operator / agenzie / consumatore, e lo dimostra con queste tre risposte secche e precise. 