CHI E' ROBERTO GENTILE

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L'EDITORIALE DI ROBERTO GENTILE

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T.O. DEL MESE

BOTTA & RISPOSTA

IPSE DIXIT

marevero-logo.jpgMarevero, t.o. con base a Milano e partecipato finanziariamente dal gruppo alberghiero spagnolo Iberostar,  compie un anno: era il 17 novembre 2009 quando Renato Scaffidi, Massimo Passalacqua, Davide Prella e Paolo Demuru davano avvio all’avventura. Tutti reduci dall’esperienza in Viaggi del Ventaglio (vedi ton-loghetto.gif n. 4 dell’11 febbraio 2010). Soddisfacenti i risultati, in un periodo comunque non favorevole: 35.400 i passeggeri trasportati da aprile a ottobre 2010,  25,1 milioni il fatturato dell’estate 2010, una quarantina di dipendenti, 2.240 le agenzie di  viaggi attive. Numeri che premiano un t.o. che ha stabilito un rapporto fiduciario con le adv, coltivato tramite newsletter, sito dinamico, iniziative commerciali originali e incontri diretti, in fiere e convention ad hoc.

 

massimo-zanon.jpgMassimo Zanon, 54 anni, cresciuto in Alpitour, è dal 2005 direttore commerciale de i Grandi Viaggi, unico t.o. italiano (dopo il default di Ventaglio) quotato in Borsa. A ton-loghetto.gif descrive le sue opinioni su tre argomenti “caldi”. Il tour operating: “Negli ultimi anni il mestiere del t.o. è radicalmente cambiato: chi non si adegua è perduto, lo testimoniano i recenti flop. I generalisti rischiano di essere superati e per reagire a un mercato nel quale le agenzie possono costruirsi il prodotto in proprio, oppure il cliente può acquistarlo on line, debbono aumentare enormemente i propri investimenti (in voli, in camere, in personale, in promozione). Ne è esempio la programmazione Europa, che sempre meno viene venduta dai t.o. se non quando, come accade durante i vari ponti, si acquistano in vuoto/pieno camere e voli. Un t.o. è forte quando non dipende da altri, quindi se dispone di prodotto proprio: per questo chi vende villaggi - come iGV - e crociere difende un’area difficilmente attaccabile“. I network: “Non credo all’integrazione verticale, iGV ha avuto la possibilità di disporre di una rete di agenzie (ai tempi della trattativa con Parmatour, per il brand Sestante Travel Network), ma ha preferito rinunciare, per due motivi. Primo, perché una rete diretta, se non è capillare, non serve: e per esserlo deve disporre di centinaia di agenzie in tutta Italia, con oneri inimmaginabili. Secondo, a ognuno il suo mestiere. Ma se è costretto a modificare il suo lavoro il t.o. generalista, altrettanto deve fare il network generalista, ovvero quello la cui strategia è chiedere over, e basta. Non è possibile che tutti vendano tutto. Noi t.o. dobbiamo scegliere le reti, queste devono scegliere i t.o. Non è facile e ci vorrà del tempo, ma il futuro è questo”. On line o off line: “Investiamo tanto in tecnologia, ma per aiutare il nostro partner preferenziale, le agenzie. Non ci siamo mai rivolti al cliente finale, non abbiamo intenzione di farlo in futuro. Sul web si vendono voli e alberghi, non prodotti complessi come i nostri. Le agenzie sono tutt’ora il canale più efficace e conveniente per raccontare, spiegare, consigliare un iGV Club alla nostra clientela. Che resta al centro dei nostri pensieri, ma prima c’è l’agenzia".

 

sestriere-torri.jpgClub Med cede i due storici hotel di Sestriere, il Duchi d'Aosta e la Torre, ad Aurum Hotels. I due alberghi erano stati fatti costruire dalla famiglia Agnelli negli anni trenta ed erano stati ceduti al gruppo francese nel 1974. Il gruppo alberghiero della famiglia Orofino, con sede a Ischia, si è aggiudicato il complesso alberghiero per 14 milioni di euro, portando così a 14 le strutture di proprietà, più due in gestione. "Non avevamo ancora un albergo in montagna e Club Med vendeva” spiega al Sole 24 Ore Fabio Orofino, amministratore del gruppo col fratello LucaPerciò abbiamo deciso di acquistare gli immobili e la gestione delle torri di Sestriere”. Nel 2005 Aurum Hotels, in cordata con i Grandi Viaggi, si era aggiudicata gli asset di Parmatour, in dettaglio i villaggi italiani del brand Club Vacanze. Da allora, ha perseguito un’aggressiva strategia commerciale, rivolgendosi al consumatore finale e by-passando - senza rimorsi - t.o. e agenzie.

 

bruno_colombo.jpgNon c’è pace per il tormentato t.o. fondato da Bruno Colombo: dopo il fallimento (vedi ton-loghetto.gif n. 6 del 29 luglio 2010) Ventaglio finisce nel mirino della magistratura. Citiamo da Il Sole 24 ore del 16 settembre 2010: “Il Tribunale di Milano ha aperto un’inchiesta per truffa sulla compagnia travolta da un dissesto di 200 milioni (e le cui azioni sono diventate carta straccia). Sullo sfondo, però, si fa sempre più concreta l'ipotesi di una seconda indagine, dalle implicazioni ben più gravi, quella per bancarotta fraudolenta. Il tutto è partito dalle denunce presentate dai numerosi clienti rimasti col cerino in mano al momento del fallimento, piombato all'improvviso sulla compagnia. Coloro che avevano comprato pacchetti di viaggio (compresi i clienti della multiproprietà Vacanze nel Mondo – ndr) e si sono trovati all'improvviso a terra: secondo le stime ufficiose circolate nei giorni immediatamente successivi al crack, sarebbero almeno 70mila i creditori che hanno sporto denuncia, compresi i clienti rimasti danneggiati dal fallimento. Dal canto suo la famiglia Colombo sta tentando di giocare l'ultima carta: quella del ricorso per tentare di far annullare il fallimento e riprendersi la società. La Corte di Appello del Tribunale di Milano ha fissato al 13 e 27 gennaio 2011 due udienze per decidere sui ricorsi presentati dai Colombo, assistiti dai legali Sergio Scotti Camuzzi e Umberto Tracanella”.

 

rallo_logo.jpgNulla da fare, Pierluigi Taliento e la squadra di Travel for Passion gettano la spugna e rinunciano a Rallo. “Il mercato ha negato a Travel For Passion la possibilità di gestire il marchio Rallo, per questo abbiamo esercitato il diritto di recesso dal contratto d'affitto di ramo d’azienda con la società Trafalgar, già Rallo Worldwide Travel Srl” racconta Taliento “Troppa la diffidenza a causa delle vicissitudini del t.o., a nulla sono valsi i nostri sforzi di rassicurazione del trade. La sfiducia generalizzata del mercato, rafforzata dal fallimento di Trafalgar e poi da quello di Ventaglio, ci hanno convinto si trattasse di un carico pesante e insostenibile. Peccato, sono certo che - se avessimo potuto completare la stagione - avremmo ripreso slancio per il futuro".