CHI E' ROBERTO GENTILE

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L'EDITORIALE DI ROBERTO GENTILE

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T.O. DEL MESE

BOTTA & RISPOSTA

IPSE DIXIT

Aviomar-Logo.jpgSi completa il processo avviato nel 2007, quando Naar acquisì il 35% delle azioni di Aviomar, il t.o. milanese della famiglia Adami; oggi Frederic Naar controlla il restante 65% delle quote di Aviomar. Avviato il processo di fusione (unione delle sedi operative con conseguenti ottimizzazioni operative ed economie di scala, implementazione della comune piattaforma informatica), brand e politiche commerciali al momento restano separati, poi si vedrà. Luca Adami, confermato nel ruolo di dir. commerciale, marketing e comunicazione è molto sincero: “La crescente web orientation dei nuovi modelli di business del tour operating italiano rendeva prioritario l’apporto di Naar e trainante quello di Aviomar”. C’è chi parla d’integrazione col web 2.0 e poi apre t.o. tradizionali (anche su ton-loghetto.gif di oggi), e chi capisce che è giunto il suo tempo. Onore al merito alla famiglia Adami. Che l’ha capito, e l’ha fatto.

 

L'arrivo dei tre commissari per Eurotravel coincide con la chiusura del lavoro del liquidatore Diego Pomo, incaricato l’estate scorsa di definire le procedure necessarie all'avvio del concordato. Proprio Pomo ha rivelato che il passivo registrato dal tour operator raggiunge i 26 milioni di euro, mentre quello complessivo del Gruppo supera i 100. Ancora da chiarire la posizione dei 37 dipendenti rimasti in forze alla “nuova gestione” Eurotravel, ma formalmente assunti da ItaClub con contratto a tempo determinato, in scadenza a fine anno.  “L'azienda sta lavorando e per il 2010 sono già stati raggiunti accordi e intese commerciali” rassicura Marco Baldisseri, direttore Strategie e sviluppo di ItaClub.

 

vittoriano_scotti_dantan.jpgNessuno nega che il 2009 sia l’annus horribilis del tour operating italiano: sul campo sono rimasti Eurotravel, TeoremaTour/Todomondo (nella foto d’antan Vittoriano Scotti), Diffusione Viaggi, Rallo e anche Ventaglio è più di qua che di là. Se un t.o. salta, chi rimane col cerino in mano sono i fornitori, i clienti e gli agenti di viaggi. A prendersi cura di questi ultimi, latitando le associazioni tradizionali, sono i colleghi arrembanti e un po’ impulsivi di Autotutela. Che hanno fatto saltare dalla sedia due t.o. che, invece, sono vivi e vegeti: Il Tucano Viaggi di Willy Fassio e Sprintours di Jalel Hebara. Giuste le rimostranze dei titolari, istituzionale la presa di posizione di Astoi, deboli le contro difese di Autotutela. Che però in passato ci ha azzeccato. Più di una volta.

 

henry-giscard_destaing.jpgchristian_audigier.jpgIl Club Med, glorioso inventore dei villaggi vacanze, non naviga in buonissime acque, nonostante le cure (o forse proprio a causa di...) dell’a.d. Henri Giscard d’Estaing: meno 12,5% nel trimestre maggio-luglio 2009 rispetto al 2008. Due personaggi molto discussi si sono visti nel quartier generale parigino: Bernard Tapie, attore-imprenditore dalle molteplici vite, che detiene il 2% dell’azionariato e ha cercato lo scontro frontale con Giscard, ma senza costrutto. Christian Audigier, invece, con l’a.d. ci va a pranzo nell’esclusivo ristorante Drouant, e sembra che qualcosa si possa fare. Non potrebbero essere più lontani, Giscard d’Estaing e Audigier. Figlio dell’ex presidente della République, puro prodotto dell’alta borghesia francese e frequentazioni altolocate, il primo. Figlio di una modesta famiglia di Avignone, al lavoro a 14 anni, emigrato negli USA, oggi, a 51 anni (abbronzato, tatuato e liftato) Audigier è il re delle magliette griffate (fattura 500 milioni di dollari, col marchio Ed Hardy) e negli USA vanta frequentazioni tipo Britney Spears, Madonna e il compianto Michael Jackson. T-shirt e villaggi?! C’est bien, les affaires sont les affaires...

 

Quello che non è dato sapere è la velocità (e il contenuto) dei pensieri di Bruno Colombo durante l’assemblea generale del Ventaglio, il 4 marzo scorso. L’espressione tradiva una forte tensione, che aumentava progressivamente all’incedere delle domande sui punti meno chiari del bilancio 2008: le risposte lasciavano permanere delle lacune, secondo gli azionisti presenti. La tensione aumentava alla richiesta di chiarimenti circa le operazioni in Borsa da parte dei membri del CdA, nei giorni immediatamente precedenti: un aumento di capitale di € 750.000 che aveva provocato il tracollo del titolo, bruciando circa 14 milioni di capitalizzazione. Il legale del Gruppo ammetteva che un componente del CdA aveva venduto parte delle proprie azioni nei tre giorni precedenti il richiamo di aumento di capitale: un silenzio impietoso avvolgeva l’assemblea.  L’insieme degli azionisti di minoranza (partiti con il 9%) riusciva ad aggregare in assemblea il 24% del capitale sociale, forte di una profonda competenza in materia bilancistica e finanziaria. Sarebbe opportuno che, in una prospettiva di rilancio di un marchio leader come Ventaglio, queste competenze venissero utilizzate al meglio, per attrarre nuove risorse e recuperare credibilità verso il sistema finanziario. Potrà bastare per non cedere alla tentazione di vendere i gioielli di famiglia come Best Tours e VentaClub?