CHI E' ROBERTO GENTILE

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L'EDITORIALE DI ROBERTO GENTILE

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T.O. DEL MESE

BOTTA & RISPOSTA

IPSE DIXIT

michele-serra.jpgquality-group_logo.jpgQuality Group rappresenta un’eccezione, nel tradizionale panorama del tour operating italiano: per il fatto di essere un consorzio, e perché ha messo la qualità al primo posto. “Nel 1999, quando l’ingresso della finanza nel tour operating sembrava inarrestabile, noi pensavamo addirittura di scomparire” rievoca il presidente Michele Serra “Ci mettemmo insieme per difendere il valore del viaggio artigianale, prediligendo la qualità e non i numeri, e concentrandoci sulle agenzie senza fare finanza”. È andata meglio di quanto pensasse allora. Oggi la torinese Quality Group (originale anche nell’assetto societario, trattandosi di una società consortile a responsabilità limitata) riunisce i t.o. Mistral, Il Diamante, Patagonia World, Brasil World, Australia World e i più recenti America World ed Europa World. 105 milioni di euro il fatturato del 2010, rispetto ai 90 del 2009, con una crescita del 16%; 47.000 mila clienti ed Ebit del 5%, sempre nel 2010. Numeri eclatanti, visto che sono stati raggiunti senza ricorrere al charter e senza programmare destinazioni di massa come il mar Mediterraneo. Il consorzio si colloca al terzo posto nella classifica del fatturato dei tour operator di linea. “Le ragioni del nostro successo dipendono dalla capacità di rischio, dalla passione che ci guida nelle scelte di prodotto e dalla libertà di fare i cataloghi come piace a noi. Gli altri puntano all’informatica, noi alla bottega artigianale” spiega Serra. “Collaboriamo attivamente con 4.500 agenzie, anche se distribuiamo cataloghi a 5.500” puntualizza il dir. commerciale Marco PeciIl 70% delle vendite è prodotto dal nord Italia, il restante 20% dal centro e il 10% dal sud, che vogliamo far crescere. La ripartizione del prodotto è equa: vendiamo al 50% prodotti da catalogo, al 50% su misura, ma è quest’ultimo che ci dà maggiori soddisfazioni”.  “Abbiamo ricevuto ben tre proposte di acquisizione da parte di gruppi stranieri: la prima cinque anni fa, l’ultima poche settimane orsono. Le abbiamo rigettate tutte.” conclude - con malcelato orgoglio - il presidente Serra.

 

carlo-schiavon.jpgCome non festeggiare un nuovo t.o., dopo i tanti usciti (ingloriosamente) di scena?! Diamo allora il benvenuto a Travelplan Italia, guidato da Carlo Schiavon (ex Costa Crociere, di cui ton-loghetto.gif ha parlato nel numero del 30 luglio 2010). Due i cataloghi per l'inverno 2010 - 2011: uno dedicato al lungo raggio (Usa, Caraibi, Messico e Sud America), l’altro alle isole Canarie; le adv come unico canale di distribuzione. “Vogliamo fare una partita chiara e leale con le agenzie” dichiara Schiavon. “Travelplan ha investito dai 2 ai 3 milioni sull'Italia per aprire la nuova attività di tour operating” puntualizza Luis Mata, direttore generale della casa madre iberica Travelplan (Gruppo Globalia) “La nostra sarà una politica dei piccoli passi: vogliamo guadagnarci la fiducia degli agenti di viaggi, e quindi dei loro clienti, fino a diventare un operatore italiano a tutti gli effetti”. La fonte è TTG Italia, il cui direttore Remo Vangelista osserva: “Quasi duemila agenzie di viaggi hanno richiesto l'apertura dei codici da parte di Travelplan. La distribuzione ha chiaramente bisogno di sicurezza. Servono operatori solidi, con buona programmazione e capacità di resistere alla folle discesa delle tariffe. Ora Schiavon e soci dovranno affrontare la parte più difficile. Perché le adv non fanno più sconti a nessuno”. Concordiamo al 100%.

 

mario_vercesi.jpglogo_best_tour.jpgTrentacinque anni di storia e un Mario Vercesi appassionato come non mai fanno guadagnare a Best Tours il titolo di T.O. del Mese. Vercesi, nipote del fondatore del t.o. milanese e al comando da ventitre anni, è - oltre che a.d. e presidente - anche proprietario di circa il 15% del capitale sociale. Il restante 85% è in capo a Viaggi del Ventaglio, ed è qui che nascono i problemi. Controllante e controllate (Viaggi del Ventaglio, VentaClub, Resort e Columbus) sono state ammesse al concordato preventivo e il super-consulente Franco Tatò, con la sua Compagnia Finanziaria come advisor, se ne sta occupando. Best Tours non fa parte di questo perimetro, pertanto la procedura dovrebbe seguire l’iter standard della dismissione da gruppo quotato: analisi delle manifestazioni di interesse, ammissione dei candidati alla due diligence per la verifica della situazione patrimoniale, formulazione di proposte vincolanti tra le quali l’advisor sceglierà la più conveniente, anche a difesa degli azionisti. Le manifestazioni d’interesse sarebbero più di una: si parla di un’offerta da 3,5 milioni di euro de i Grandi Viaggi (t.o. che ha appena accolto Stefano Colombo, ultimo vice-presidente della “vecchia” Ventaglio), ma ci sarebbero proposte anche da partner finanziari e industriali. “Ventitre anni di esperienza e di conoscenza del settore non bastano più” proclama Vercesi “Devo investire tutto nella credibilità e capire perché alcuni network ci hanno chiuso la porta (le agenzie in mailing sono scese dalle 3.500 del 2009 alle 2.700 attuali – ndr). Siamo un’azienda sana, il nostro bilancio 2009 ha superato il vaglio di revisori e sindaci, la squadra lavora e quest’estate mettiamo sul mercato undici titoli”. Un incoraggiamento a Mario Vercesi, che combatte per la sua azienda e non abbandona il vascello nella tempesta. Come altri si son ben guardati di fare, recentemente.

insegna-ventaglio.jpg ad_ventaglio_jun2010.jpg Cronaca di una morte annunciata. Spiace che stavolta tocchi a Ventaglio, operatore che ha segnato la storia del turismo italiano, ma che andasse a finire così lo si temeva da tempo. ton-loghetto.gif non ripercorre le tristi vicende, a tutti note, ma ribadisce dei numeri e azzarda qualche previsione. 200 milioni di euro di debiti (150 nei confronti dei fornitori) sono il buco finanziario che ha indotto il Tribunale di Milano a sancire il fallimento, per la prima volta, di una società quotata in Borsa. 16.000 i clienti che hanno sottoscritto un contratto con Vacanze nel Mondo, la divisione di multiproprietà del Ventaglio, che non potranno più usufruire delle loro vacanze. 350 i clienti che hanno prenotato una vacanza nelle strutture Ventaglio nel corso dell’estate e 100 quelli che, a oggi, in vacanza con Ventaglio ci sono ancora. 22 i dipendenti ancora in carico alla società (Columbus va considerata a parte) più 150 ancora in cassa integrazione: auguri. Come andrà a finire? Quando le acque si saranno calmate, qualcuno farà un’offerta per l’affitto dei marchi Ventaglio, VentaClub e Columbus, e li pagherà poco o nulla, o comunque molto meno di oggi. L’85% delle quote di Best Tours in capo a Ventaglio verranno rilevate dal socio di minoranza Mario Vercesi, che però dovrebbe sbrigarsi, perché le agenzie faticano a separare le disgrazie della capofila dai meriti del t.o. di Vercesi. I dipendenti, i fornitori, i clienti di Vacanze nel Mondo resteranno col cerino in mano, perché di soldi in cassa non ce ne sono, e non da oggi. E tutti, ripetiamo, tutti, lo sapevano.

 

Klaus-Franke-geschaeftfuerher-Rewe.jpgFacciamo un’eccezione, e per la prima volta ton-loghetto.gif ospita non un t.o. italiano, ma uno straniero: Rewe Touristik di Colonia, guidato dal CEO Klaus Franke, che raccoglie i marchi ITS Reisen, Jahn Reisen e Tjareborg. Lo merita per due motivi, uno turistico e uno no. Perché, secondo la classifica 2009 compilata dal trade magazine FVW, Rewe Touristik conquista la seconda posizione nel ranking dei tour operator teutonici, piazzandosi alle spalle di Tui Group e precedendo Thomas Cook. Alle spalle dell’irraggiungibile colosso di Hannover (4,24 miliardi di euro, in calo del 10,3% rispetto al 2008; quasi 11 milioni di clienti; un market share del 25,4%) è Rewe il protagonista dell’anno, con numeri invidiabili: volume d’affari di 2,87 miliardi (+2,2% sul 2008), 6 milioni di clienti (+5%) e una quota di mercato del 17,2%. Il secondo motivo ha a che fare con la holding cui Rewe Touristik fa riferimento, ovvero Rewe Group: 3.000 supermercati in Germania e presenza in tredici Paesi europei con i marchi Billa, Penny Market e Standa. Proprio con l’acquisto della decotta Standa, nel 2001, Rewe  ha consolidato la sua presenza in Italia, dove era sbarcata nel 1990 aprendo 12 punti vendita (oggi sono 70) con il marchio Billa (fondato nel 1966 in Austria e abbreviazione di Billiger Laden, ovvero negozio a buon mercato). Sarà proprio Billa a dominare l’insegna all’ingresso dei 120 supermercati italiani: dopo 80 anni di storia, Standa va in pensione. Chissà se Rewe realizzerà una delle poche imprese non riuscite a Silvio Berlusconi: quando ancora non era sceso in campo, nei supermercati Standa avrebbero dovuto aprire le agenzie Five Viaggi. Carla Dall’Oglio, prima moglie del Presidente, ne era addirittura direttore. Erano gli anni ’80, durò poco. Poi venne Tangentopoli, e la storia cambiò.