Neanche loro l’avrebbero immaginato, solo un anno fa: Luca Battifora, con trascorsi in Alpitour e G40, nel 2013 è diventato direttore generale Hotelplan Italia, alle prese con un piano di ristrutturazione da lacrime e sangue. Marco Cisini, una carriera tutta in Hotelplan, ha coinvolto nel business Alessandro Rossoe da marzo 2013 è CEO Best Tours Italia SpA. A unirli, oltre alla relativamente giovane età, in una gerontocratica Italia, l’impegno a rilanciare tre t.o. che hanno segnato il turismo in Italia. Come sono andati i primi mesi? “Il piano prevedeva una robusta riorganizzazione interna, a livello sia di personale che di prodotto” racconta Battifora “Col portafoglio attuale non possiamo lavorare con più di duemila agenzie, con le quali vogliamo instaurare un rapporto continuativo. Questo vale anche per i network (Hotelplan detiene un terzo delle quote di Gattinoni Travel Network - ndr): i contratti sono in scadenza, vedremo...”. “Per Best Tours Italia la partnership con Uvet ha funzionato” puntualizza Cisini “Le presenze al Santo Stefano Resort(ex Valtur - ndr) sull’isola della Maddalena hanno in parte ridimensionato le perdite sul Mar Rosso. Dobbiamo lavorare su Kuoni. Intanto il Gruppo ha aperto due sedi in Cina, a Shangai e a Pechino, cercheremo clienti anche da laggiù".
Saltano per aria in cinque: My Africa, Un Altro Sole, Alba Tour, My Son e Columbus
L’esordio era avvenuto col botto: il Wall Street Journal, edizione europea, il 5 giugno 2013 pubblicava la notizia: “Clear Leisure PLC ha incrementato la propria partecipazione in ORH SpA al 73,43 %, dal precedente 60,82 %. Tale incremento è il risultato della vendita di un hotel in costruzione in Mozambico a Vincenzo Presti, direttore e azionista di ORH, in cambio della cessione delle sue quote. Presti non ha quindi più partecipazioni in ORH e ha lasciato il consiglio di amministrazione. ORH ha inoltre acquisito il marchio e l’attività di Columbus dal tribunale fallimentare di Genova per un importo nominale”.Il marchio Columbus, coinvolto nel fallimento di Ventaglio nel 2010, rinasceva quindi dalle proprie ceneri grazie a ORH Tour SpA (socio unico ORH Spa), parte del gruppo inglese Clear Leisure PLC, quotato alla borsa di Londra sul mercato AIM (Alternative Investment Market). ORH Tour detiene partecipazioni in catene alberghiere, parchi a tema e ristorazione, oltre che cinque marchi di t.o.: My Africa, Un Altro Sole, Alba Tour, My Son e il rinato Columbus. La divisione italiana è guidata dal dir. commerciale e marketing Marco Sbrizzi (in foto) e dall’a.d. Alfredo Maria Villa. Infatti è Villa che, il 5 ottobre 2013, comunica la sospensione delle attività “a causa della debolezza della domanda nazionale di servizi turistici legata alla recessione in atto, dell’esposizione rilevante nei confronti di clienti importanti e della situazione negativa di contesti aziendali”. Mah, come l’agenzia di viaggi spiega con dovizia di particolari, “la situazione non sarà brillante, ma bisognerà che qualcuno spieghi alle agenzie, che a quanto pare stavano vendendo bene i marchi di Clear Leisure, come e perché ora tutto si è fermato”. Se lo chiedono in tanti.
Best Tours Italia: i progetti del CEO Marco Cisini
Nel 2010 Kuoni Italia, all’epoca guidata da Daniel Ponzo, aveva acquisito il tour operator Best Tours, reduce dal default Ventaglio, mantenendone al vertice Mario Vercesi. I risultati delle stagioni successive non erano eclatanti e nel 2012 la casa madre svizzera Kuoni AG decideva di dismettere diverse filiali europee, tra cui quella italiana: grazie ai buoni uffici di Marco Cisini (ex CEO Hotelplan Italia) si faceva avanti Alessandro Rosso, figlio di Franco fondatore del t.o. Francorosso, e - a marzo 2013 - concludeva l’acquisto di Kuoni Italia con la società The Rs Holding. Ponzo è già uscito di scena, Vercesi lo segue, al vertice si collocano Cisini, in veste di CEO, e Rosso come presidente. A luglio 2013 i progetti della nuova proprietà sono ormai delineati: i due brand del gruppo, Best Tours e Kuoni Italia, faranno riferimento a una nuova società, Best Tours Italia. “La trasformazione in atto coinvolgerà tutto: denominazione, cataloghi, strategie, modalità di vendita, rapporto con la distribuzione” spiega Cisini “Persino i confini verranno spostati: quelli fisici, che varcheranno le Alpi per coinvolgere altri Paesi, Cina in primis. L’obiettivo è chiudere il 2013 recuperando il gap ereditato: un calo di fatturato, che a marzo era del 23 % sul 2012, ora è sceso al 14. Sebbene, a livello societario, d’ora in poi ci sarà solo Best Tours Italia, Kuoni e Best Tours continueranno a essere brand separati, ognuno con una propria identità. Stiamo già selezionando la distribuzione: dobbiamo essere spietati, scegliere sperando di essere scelti. Nei prossimi mesi ridurremo a non più di 2.000 le agenzie che venderanno Kuoni e Best Tours”. Scelte radicali, in un periodo non facile per chiunque, soprattutto per un’azienda reduce da anni non felici.
La notizia è del 9 ottobre 2013 e va in un box, ma a pubblicarlo è La Stampa di Torino, quotidiano di casa Fiat, da sempre addentro alle segrete cose di Alpitour, oggi con sede al Lingotto. “Oltre 100 esuberi, su 700 dipendenti del Gruppo Alpitour: di questi 38 strutturali e gli altri ‘contingentati’, cioè per la difficile situazione di mercato. Ieri nella sede dell’Unione Industriale di Torino, il t.o. guidato da Daniele Burgio ha presentato ai sindacati il Piano industriale: meno 9% di fatturato nel 2013, contratti di solidarietà e trasferimento di 20 addetti da Torino a Milano. I sindacati, preparando le assemblee a Torino e a Milano, parlano di situazione complicata, da discutere coi lavoratori”. Carlo Stradiotti, neo direttore generale del Gruppo Alpitour, non condivide e dichiara all’agenzia di viaggi: “Non si tratta di 100 esuberi, come hanno scritto i giornali. Confido che i sindacati accettino la nostra proposta per un percorso di solidarietà, si tratta di lavorare meno per lavorare tutti”. Speriamo, quella del “lavorare meno per lavorare tutti” l’abbiamo già letta sui muri di qualche fabbrica, e non ne abbiamo un bel ricordo.
Maniele Tasca, 44 anni, è dal 2009 direttore generale del gruppo di distribuzione Selex (terza catena in Italia, 2.880 punti vendita, 8,7 miliardi di giro d’affari nel 2002, pari al 10% del mercato, insegne come Famila e A&O), ma ha bei trascorsi nel turismo. Nel 2004 approda in Alpitour, prima come dir. marketing, poi come a.d. e direttore generale di Welcome Travel Group, che lascia nel 2009 al successore Giampaolo Vairo. Al quotidiano Il Giorno illustra i risultati di un’indagine sulle abitudini di consumo in tempi di crisi: “Il consumatore sta diventando un professionista dell’acquisto. Attento, evoluto, razionale. Consulta le etichette fino all’ultima riga e alla fine sceglie sempre il prodotto che dà la miglior qualità al minor prezzo. Non è vero che i consumi calino indistintamente. Le vendite dei prodotti coi nostri marchi crescono del 18%: i consumatori li ritengono una sorta di unità di misura del prodotto in sé, depurato dei costi ‘superflui’ di promozione e immagine”. Rapporto qualità/prezzo e prodotti in-house: chissà cosa farebbe Tasca, se tornasse a occuparsi di tour-operating...