La prima conferenza stampa “ufficiale” dei tre commissari (gli avvocati Stefano Coen, Daniele Discepolo e Andrea Gemma) che guidano Valtur dal 18 ottobre 2011 (clicca qui), a seguito della procedura di amministrazione straordinaria concessa dal Ministero, ha regalato degli “insight” originali. “Quando siamo arrivati in azienda” racconta l’avv.to Coen “l’abbiamo trovata in coma profondo apparentemente irreversibile”. Come dire che Valtur è stata salvata a un passo dal baratro. “Il risanamento è apparso subito impossibile. L’unica soluzione è la cessione: a breve verrà pubblicato il bando di gara, contiamo di ricevere le offerte e aprire le buste entro la prima settimana di settembre, onde permettere all’acquirente di stampare i cataloghi della stagione invernale 2012/2013 sotto la nuova gestione”. Lo “spezzatino” è da considerarsi l’extrema ratio, “sarebbe una sconfitta della procedura” sottolinea l’avv.to Gemma. Nel frattempo sono stati rifatti i calcoli: 2.000 i creditori, 500 milioni di euro i debiti (erano 320, l’anno scorso), ma è cambiato il criterio di computo: i debiti delle controllate estere, prima non calcolati, ora lo sono. Grande fiducia e apprezzamento sono stati espressi per lo staff Valtur, rappresentato dal direttore generale operations Carlo Schiavon e dal direttore commerciale Gabriele Rispoli. Appena citata, en passant, la famiglia Patti. Ormai fa parte di un’altra storia.
Dopo una complessa trattativa, a giugno 2012 il t.o. milanese Marevero passerà sotto il controllo di Value Holding Spa. A cedere è Da.Ma.Re Srl, proprietaria del marchio Marevero, le cui quote sono ripartite tra il gruppo alberghiero spagnolo Iberostar (che ne detiene il 49%), quattro manager provenienti da Ventaglio (Renato Scaffidi, Massimo Passalacqua, Davide Prella e Paolo Demuru) e il tedesco Wolfgang Beeser, ex Thomas Cook. A comprare è la milanese Value Holding Spa, holding di partecipazioni cui fa capo Value Group, società di servizi attiva in ambito aeronautico e aeroportuale. A guidarla sono i fondatori, il presidente Giuseppe Sergnese e il vicepresidente Marco Bocchieri, ai quali spetterà l’onere di ridefinire le prossime strategie di Marevero (che dopo il buon esordio del 2010 ha pagato le conseguenze della scorsa Primavera Araba) e il team che dovrà guidarlo.
Era l’antivigilia di Natale 2011 quando Exor comunicava la cessione di Alpitour SpA a due fondi chiusi di private equity facenti capo a Wise SGR SpA e J.Hirsch & Co. (vedi Edizione Straordinaria del 29.12.2011). È passato un mese, pochi giorni fa sono usciti di scena Daniel J.Winteler e Fabrizio Prete, è arrivato Enrico Vellano, presidente pro-tempore. Oggi sappiamo che l’intero capitale azionario di Alpitour (lo comunica l’Agenzia Garante della Concorrenza e del Mercato) sarà acquisito da “Seagull Srl, società di nuova costituzione controllata indirettamente, tramite Wish Srl, da Wise SGR SpA e ILP III SCA SICAR”. Wise sappiamo chi è, ILP III SCA SICAR è un fondo non ben identificato, di J.Hirsch & Co. non c’è traccia. Vabbè che si tratta di un’acquisizione complessa, che la finanza ha i suoi riti, ma queste Srl che possiedono altre Srl che appartengono a fondi che si chiamano con sigle e consonanti, beh, non è che suonino così bene alle orecchie di noi prosaici turistici.
Sondaggio sul valore dei marchi Ventaglio: 5 no, 2 sì, un forse
Non si riesce a non parlare di Ventaglio, nonostante l’avventura del t.o. milanese si sia bruscamente arrestata due anni fa. Torna alla ribalta perché i curatori fallimentari hanno comunicato la messa all’asta dei marchi legati alla vecchia Spa: da quello denominativo, I Viaggi del Ventaglio, a quelli figurativi, ovvero VentaClub e VentaPoint, VentaDiving e Vacanze nel Mondo, per un totale di 72 marchi. I curatori accettano offerte a partire da 1,2 milioni di euro, pagabili anche a rate, in un arco di tempo non superiore a 18 mesi. Ad agosto 2011 il CEO del Gruppo Trawel Carmine Prencipe si era dichiarato interessato, ma la cosa non aveva avuto seguito, e - coi tempi grami che corrono - non sarà facile trovare qualcuno disposto a mettere sul piatto più di un milione di euro. Che l’appeal di Ventaglio & C. sia forte lo testimoniano i tanti clienti che, ancora oggi, si recano in agenzia e scoprono con sorpresa che il t.o. non è più attivo. Gli addetti ai lavori, invece, esprimono meno entusiasmo: grazie all’interessante sondaggio condotto dal TTGscopriamo che, su 8 manager intervistati, 5 sono freddi sull’operazione di rilancio (Remo Bodrato di Welltours, Angelo Cartelli di Eden, Stefano Pompili di Veratour, Maurizio Bosia di Travel Co. e Giorgio Lotti di Open Travel Network); uno sospende il giudizio (Luca Battifora di G40 Mondo di Vacanze); due soli condividono l’idea: Massimo Caravita di Marsupio Group e Luca Patanè di Uvet ITN. “Si tratta di marchi che hanno una storia, anche per i clienti finali, quindi hanno ancora un valore” dichiara Patanè. Che tra i tanti dossier sul tavolo, potrebbe avere anche questo.
Veratour, bilancio 2011: il fatturato cala, gli utili tengono
Il fatturato del 2011 si ferma a 167 milioni di euro, in diminuzione del 5% rispetto al 2010, ma con un ebit positivo per 5 milioni, dichiarano in Veratour. Il t.o. di proprietà della famiglia Pompili (nella foto il direttore commerciale Stefano Pompili) ha tenuto meglio di altri, ma sono lontane le vette di 200 milioni di euro di qualche anno fa. Va reso merito a Veratour il fatto di aver arginato le perdite sui prodotti ad alta redditività, Egitto e Tunisia, orientando le vendite di pacchetti per Canarie, Baleari, Grecia e Italia. Anche il 2012 sarà un anno in salita, non solo per Veratour.