Il tour operator tedesco TUI verso un nuovo modello di business
Il nuovo modello di business trasforma il gruppo con sede ad Hanover in una piattaforma globale integrata: superata la vecchia divisione per mercati, il fulcro diventa l’integrazione verticale. Tutte le attività (tour operator, crociere, hotel e voli) confluiscono sotto un’unica direzione per massimizzare le sinergie e ridurre i costi tramite digitale e AI. Il CEO Sebastian Ebel, saldamente al comando, assume il controllo di joint venture e sviluppo strategico, puntando su prodotti esclusivi come TUI Blue. L'obiettivo è un ecosistema digitale agile e redditizio, meno dipendente dal mercato europeo. Sulla Borsa di Francoforte, TUI AG mostra segnali di ripresa: sebbene lontano dai massimi pre-Covid (rettificati a circa €28), il titolo è risalito dai €9 di inizio gennaio 2026 agli attuali €10,40, confermando la fiducia dei mercati nella nuova visione globale.
A Cuba sempre peggio, lo certifica anche Stefano Pompili di Veratour
Ovvio che il turismo, una delle maggiori risorse dell’isola caraibica, stia saltando per aria. Lo testimonia anche Stefano Pompili, co-CEO di Veratour, per il quale l'abbandono di Cuba è dettato dal progressivo degrado delle infrastrutture e dei servizi: la cronica mancanza di investimenti, unita alle difficoltà nel reperimento di materie prime e ai frequenti blackout energetici, ha reso impossibile garantire gli standard qualitativi richiesti dai turisti. Il legame del t.o. romano con la destinazione è sempre stato fortissimo: “Abbiamo iniziato a Cuba nel 1992. Siamo stati forse il primo o il secondo t.o. italiano ad aprire laggiù e ce l’abbiamo nel cuore. Per anni abbiamo avuto due resort a Cayo Largo e Varadero, per noi andarcene è veramente un dolore".
Finisce la corsa del Tucano di Willy Fassio
La lunga storia del Tucano è arrivata purtroppo al capitolo finale. Il tour operator di Willy Fassio ha definitivamente chiuso i battenti, malgrado l’affannosa ricerca per rimettere i conti ordine. Una ricerca voluta fortemente dallo stesso Fassio, che ha pagato in modo pesante il periodo del Covid e non ha mai voluto arrendersi. “Dopo il Covid la situazione si è fatta pesante. Malgrado la riduzione delle spese di gestione e alcuni tagli di investimenti, la posizione finanziaria era diventata (molto molto molto – ndr) complicata”. Raggiunto al telefono in una serie di occasioni da TTG Italia, ha sempre mostrato la volontà di ripartire e garantire un futuro sereno ai suoi collaboratori. Ma la situazione di cassa non ha perdonato il t.o. Il patron del Tucano ha provato a sondare la disponibilità di alcune aziende del mercato che avevano espresso, con riserva, l’interesse a sostenere la ripresa di questo storico operatore. Ma non è stato chiaramente possibile costruire un percorso capace di riportare l’azienda in acque meno agitate. L’unica trattativa vera ha visto protagonista Kel 12 di Gianluca Rubino. In un’intervista concessa a marzo 2025, Fassio aveva anticipato la trattativa con Kel 12. Rubino avrebbe dovuto siglare un contratto per l’affitto del ramo d’azienda, con allegate una serie di clausole capaci di riportare Tucano sul mercato. “La cessione rientra nel contratto, quindi potrebbe avvenire anche in tempi relativamente brevi. La situazione economica del Tucano era ormai abbastanza complicata e mi premeva salvaguardare i posti di lavoro dei miei collaboratori. Con l’intervento di Kel 12 si rende possibile la mia volontà”, rivelò Fassio. Era la fase dove il ritorno sembrava una via percorribile. Fassio disse inoltre di voler restare in azienda sotto guida Kel 12 come consulente per occuparsi dei “corrispondenti e dei clienti fedeli”. Ma alla fine anche la strada che portava a Kel 12 è naufragata. Pare, comunque, che Rubino sia intenzionato a prendere in squadra alcuni dei collaboratori del Tucano.
89 milioni di euro il fatturato 2025, per OTA Viaggi della famiglia Aprea
«Tutto questo – sottolinea il direttore commerciale Massimo Diana – è stato raggiunto con una operatività di cinque mesi o poco più». Diana spiega anche la scelta delle 6.900 adv di lavorare con OTA: «Noi garantiamo un prezzo fisso e abbordabile, rifuggendo dai prezzi dinamici che tengono in sospeso le pratiche. Il cliente non trova sorprese e l’agente non deve riaprirle continuamente». L’offerta mare è cresciuta da 73 a oltre 100 strutture, con 109 previste per la prossima stagione. il t.o. romano investe da sempre in tecnologia: intelligenza artificiale nei processi e procedure xml, come sottolinea il CFO Mario Aprea. Il digitale non prescinde dal fisico, però: va bene assistente virtuale B2B e webinar formativi, ma sempre alimentati da incontri in presenza fisici e fam trip, per rafforzare il rapporto con le agenzie. Rapporto veramente saldo, dove la cultura della mono-destinazione (perseguita da sempre e confermata per il futuro) gioca a favore.
Abanico (“ventaglio” in spagnolo) la nuova avventura imprenditoriale di Stefano Colombo
La scelta della Spagna nasce dal forte dinamismo del mercato: 8,7 miliardi di spesa outgoing e oltre 1,2 milioni di visitatori in Italia. Abanico lavora su presenza locale, formazione e partecipazione alle principali fiere, come Fitur. Tra i primi partner figurano Avalon Waterways, Reisenplatz, Ota Viaggi, Reef Oasis e Zani Viaggi. Colombo, affiancato da Virginia Migotto per marketing e operations, è fiducioso: “Vogliamo essere un ponte stabile tra Italia, Spagna e America Latina, offrendo alle aziende un accesso diretto e strutturato a mercati ricchi di opportunità”. Le opportunità non mancano, l’importante è individuarle prima e sfruttarle dopo. In bocca al lupo.
|













